Mame,  Storie concluse,  Thailandia

Breath: Capitolo 26

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Deve avere tutto

A Naphawadee non interessa affatto il sapore della cena. È interessata solo all’uomo di nome Tul Metthanan che è seduto davanti a lei che le sta chiedendo se la cena è di suo gradimento. Le mostra un sorriso caldo che la fa sentire come se stesse camminando tra le nuvole di cotone ed è in quel momento che se ne rende conto… Si rende conto che lui le piace davvero, le piace molto, come non le è mai piaciuto nessuno prima d’ora.

“Phi, grazie mille per oggi. Mi scuso anche che la mamma e Wadee hanno causato così tanti problemi per così tanto tempo.”

“Di cosa ti preoccupi? Sono contento di aver avuto l’onore di far visitare la casa a Wadee e di averla a cena… con me.”

A questo punto il cuore della ragazza inizia a battere più forte e lei si chiede se ha abbastanza coraggio da stabilire un contatto visivo con i suoi bellissimi occhi.

“È Phi che deve scusarsi per non essere stato un buon padrone di casa.”

“No, Phi non ha nulla di cui scusarsi. Wadee capisce. Questo è periodo d’esame e Wadee è arrivata in un momento inopportuno.”

All’inizio, quando Tul si è scusato lasciando la cucina, lei ha avuto paura che fosse andato via perchè si sentiva a disagio con lei, ma quando le ha spiegato che doveva andare a studiare le materie d’esami con Hin, ha capito.

Naphawadee è rimasta molto colpita dal fatto che P’Tul sia così gentile e tratti P’Hin come un vero amico, perché la ragazza non lo ha mai visto come una persona inferiore, poiché considera tutte le persone uguali e quindi anche lui può essere suo amico; allo stesso modo non le piace che sua madre insulti i suoi amici solo perché li considera inferiori e inappropriati.

“Phi promette di rimediare la prossima volta.”

“Cosa? La prossima volta…”

La ragazza che si è persa nei propri pensieri alza lo sguardo.

“Mi dispiace, credo di essere stato troppo frettoloso.”

“Eh? Frettoloso?!”

In quel momento gli occhi di Naphawadee si illuminano e le sue mani cominciano a tremare. Il suo cervello sta elaborando la situazione perché, anche se è abbastanza innocente, può capire che…

P’Tul sta… Sta flirtando con me? È possibile che io gli piaccia? È possibile che gli piaccia una ragazza come me…?

P’Tul le presta attenzione quando sono insieme, ma non l’ha mai contattata per primo quindi, vedendolo comportarsi in quel modo, non può fare a meno di pensare che stia solo immaginando tutto, ma le parole del ragazzo le fanno comunque battere il cuore e fermare il respiro per un attimo quando Tul la guarda e lentamente si apre in un sorriso.

“Se chiedo a Nong una possibilità di riscattarmi, Nong me la concederà?”

Tul lo chiede con una voce così dolce che lei quasi si scioglie.

“Riscattarsi…?”  chiede Wadee con un filo di voce.

“Sì, qualcosa come una cena con Phi.” 

“Si… un ristorante può essere la scelta migliore essere a nostro agio e goderci il cibo.”

“Capisco, mia madre ti mette troppo a disagio.”

“Oh, no. Non è così.”

Wadee nega subito cercando un contatto visivo ma, nel momento in cui incontra i suoi bellissimi occhi, distoglie lo sguardo come se temendo che P’Tul possa rendersi conto che non è davvero sua madre a renderla nervosa. Il giovane Tul le sorride di nuovo.

“Davvero, non è lei?” Chiede come volesse metterla di nuovo in imbarazzo.

“No.”

“Allora che ne dici?”

“Mi chiedo se… Wadee potrebbe portare una delle sue amiche?”

La ragazza quello che ha appena detto è imbarazzante da poter morire, ma non importa perché pensa di non essere abbastanza coraggiosa per cenare da sola con un ragazzo e poi lei non ha mai avuto un ragazzo che la invitasse a cena. Sa anche che tutti i suoi amici le danno della vigliacca per aver agito in questo modo.

“Non vedo perché no” Le risponde Tul. 

“… Phi davvero non ti dispiace se porto un’amica con me?” 

“Tranquilla, credimi quando ti dico che l’idea non mi dispiace.”

“Davvero?”

“Certo, mi piace la ragazza che mi interessa sia prudente. Non ci conosciamo da molto tempo, quindi è la cosa giusta da fare.”

Naphawadee è sotto shock nel sentire che lei gli interessa e il suo cuore inizia a correre ancora più veloce.

“Grazie.”

“Ma non nego di sperare che in futuro ti fiderai di me tanto da permetterci di cenare da soli e spero che prima di quel giorno… Nong non perda interesse per Phi.”

Gli occhi color miele sono abbaglianti.

Sono io ad aver paura che Phi si stanchi di me per primo.

A quel punto la madre di Wadee li raggiunge e chiede.

“Cosa c’è? Perché sei così arrossita?”

“Niente. Andiamo?”

La ragazza prende subito il braccio della madre e lo stringe leggermente per farle capire di volersene andare… prima di morire per la vergogna. Questo fa ridere Tul.

“Beh, noi ce ne andiamo Tul.”

“Arrivederci.” Tul alza le mani e le unisce per rendere omaggio alla donna e si volta a guardare la ragazza che tiene stretto il braccio della madre.

“N’Wadee.”

“Sì?” La ragazza alza lo sguardo, ma lui abbassa immediatamente il proprio mordendosi le labbra.

“Buonanotte.”

“Sawadee…e dormi bene anche tu.”

Naphawadee è quasi abbracciata all’avambraccio della madre e quando sale in macchina è così imbarazzata che le sue guance stanno andando a fuoco ma sta sorridendo. 

Anche Tul sorride… ma quel sorriso svanisce non appena la macchina sparisce dalla sua visuale. Il bel sorriso del ragazzo diventa enigmatico. Wadee non ha per lui lo stesso valore di Gornhin, ma è adatta a stare al suo fianco per accrescere il suo prestigio. Questa è l’idea di Tul che subito dopo si reca alla casetta in fondo alla villa… dove vive Hin. Quel giorno Tul sceglie di nuovo di andare dalla persona che gli è più vicina e che con la quale è intimo perchè vuole sentirlo nel suo abbraccio.

Quando arriva il periodo degli esami Gornhin cammina come uno zombie tra l’orda di studenti dell’università e, nonostante abbia studiato intensamente durante tutto l’anno, ancora non riesce a riposare e ripete le lezioni più e più volte cercando di registrarle nella sua testa perché non vuole essere un ostacolo per il capo. Se nulla andrà storto, Tul si diplomerà con la media dei voti più alta del college e lui non vuole essere lasciato indietro.

“Hai finito di leggere?”

“Non ancora.”

Nella camera da letto di Tul, Gornhin è seduto a gambe incrociate sul pavimento contro l’enorme letto, mentre il proprietario della stanza è seduto alla scrivania. Tul ha letto attentamente i documenti della riunione aziendale a cui parteciperà la prossima settimana. Non è interessato a nessun libro scolastico perché non ha bisogno di leggerli… ricorda già tutto.

Per quanto riguarda Hin, lui deve leggere di più, deve fare uno sforzo ancora maggiore.

Tul si volta a guardare l’orologio che segna le tre.

“Sai che questo argomento non è più difficile dell’ultimo che hai studiato?”

“Lo so…”

Alla fine, il tono della voce del servo è sceso significativamente, perché in questo corso, quella relazione è il 60% del voto totale mentre il resto del punteggio sarà dato dalla valutazione del test. I suoi punteggi in pagella finora sono molto buoni grazie alle capacità della persona seduta alla scrivania, ma se ora i suoi punteggi dei test diminuissero… Hin ci pensa mentre guarda gli appunti davanti a sé che non gli entrano in testa, chiude gli occhi e alza la mano per massaggiarsi il ponte del naso.

“Leggi.”

Hin sta riposando un po’ gli occhi, quando sente qualcosa sbattergli sulla testa e quando alza lo sguardo rimane ancora più sorpreso nel vedere un sorriso buffo sul viso di Tul.

“Leggi questo.”

“Eh?”

“Ti ho ordinato di leggerlo. Fallo.”

Tul gli mette davanti il blocco di appunti che gli ha sbattuto sulla testa. Un po’ perplesso, Hin si acciglia perché quegli appunti non sono diversi da quelli che sta già leggendo ma poi gira la prima pagina e…

“Basta leggere solo quello che ho sottolineato, il resto non è necessario.”

Dice Tul e subito torna al suo lavoro, lasciando Hin perplesso: Tul non ha bisogno di evidenziare le parti più importanti studia visto che riesce a memorizzare subito tutto quello che legge. Questo significa che lo ha fatto… per lui!

Quell’idea gli fa venire di sorridere ma evita di farlo mentre le sue mani stringono leggermente i fogli che tiene in mano.

“Kuhn Tul, perché l’hai fatto?”

“Ti ho detto di leggere, fallo e basta.”

Gornhin prima di inchinarsi sugli appunti per riprendere a studiare mormora con voce sommessa: “Grazie.”

“Se hai tutto questo tempo da perdere per ringraziarmi, allora hai anche tempo per studiare tutto prima dell’alba.”

“Ci riuscirò sicuramente!”

Gornhin è così preso dalla lettura che non si accorge che il telefono di Tul vibra per la terza volta. Tul lo ha guarda con un leggero sorriso e scrive una rapida risposta.

“Gli esami sono finiti! Oh, stasera mi ubriacherò come un cane!”

“Non lo sei già?”

“Stai parlando di te, Tul? Cane bastardo…”

Gornhin vuole alzare le mani per massaggiarsi le tempie quando il suo amico Rob – che gli ha promesso di non litigare più con il suo capo – risponde in quel modo. Ora che gli esami sono finiti Rob ha suggerito di festeggiare ubriacandosi.

“Va bene, torniamo all’argomento principale, dobbiamo la fine degli esami.”

“Non oggi, ho da fare.” 

Tul declina l’invito e Rob sogghigna avvolgendo le spalle di Hin con un braccio tenendolo stretto.

“Beh, tu sei occupato, ma Hin è libero, no?”

“Ehi, io non l’ho detto.”

“Owwww… So che il buon e vecchio Tul non ti chiederebbe mai di non festeggiare l’ultimo giorno di esami e, se lo facesse, sarebbe troppo crudele.”

Rob guarda la persona più giovane sopprimere un sorriso. 

“So che non sei così cattivo e, anche se hai da fare, lascerai che Hin venga con me, vero? Ti assicuro che lo porterò alla villa sano e salvo e, se serve a farti stare più tranquillo, entrerò in villa e lo lascerò proprio fuori la porta di casa.”

Tul non è stupido, sa che Rob lo sta provocando e comincia ad irritarsi.

Ad un tratto il telefono di Tul inizia a vibrare nella sua tasca, così il ragazzo lo prende, controlla il nome sul display e risponde velocemente alla chiamata prima di bloccare lo schermo e rimetterlo in tasca. Ora il suo bel viso ha un sorriso freddo che fa rabbrividire Hin, soprattutto quando si rende conto che Tul sta guardando il braccio di Rob poggiato sulle sue spalle.

“Puoi andare Hin. Non ti prendi una pausa da molto tempo.”

“Kuhn Tul, non ci vado.” Gornhin prova a rimediare.

“Vai, nessun problema.”

“Vedi? Tul è una persona gentile, lascia che il suo impiegato si diverta. Non preoccuparti.”

Rob dice quelle parole mentre il suo braccio è ancora saldamente ancorato intorno al collo di Hin, dando ad intendere che non lo avrebbe lasciato andare così facilmente e, anche se Hin è perplesso, Tul non sembra affatto arrabbiato.

“Rob ha ragione quando dice che ultimamente sei stato piuttosto stressato per via degli esami, quindi vai e divertiti. Ho degli affari da sbrigare, quindi sarò molto occupato e tornerò tardi.”

“Posso davvero andare con lui?” Chiede Hin ancora una volta.

“Mmh, puoi andare” dice Tul e aggiunge: “Però chiamami e fammi sapere quando vuoi tornare a casa. Se ho finito il mio lavoro, posso venire a prenderti.”

“Non è necessario, posso tornare da solo.”

“Ho detto che voglio venire a prenderti, ma non so se avrò finito di lavorare quindi tu chiamami.”

Dice Tul mentre gli si avvicina. La mano di Tul si sposta sui suoi capelli spettinandoglieli dolcemente, poi la fa scivolare sul retro del suo collo e si china gli parla all’orecchio con una voce molto dolce.

“Adesso vado. Ci vediamo stasera.”

Tul sorride, ritira la mano per prendere lo zaino e si volta a parlare con Rob.

“Ti prego, prenditi cura di lui per me.”

Dice solo questo prima di voltarsi per andarsene. Rob è sorpreso da quella reazione poi si gira a guardare l’amico con un’espressione incredula.

“Ma che cazzo, non arrossire, mi fai venire la pelle d’oca!”

“Certo che no! Non lo sto facendo!”

Gornhin cerca di nascondere il fatto che le sue guance sono molto calde.

“Ma che diavolo dici? Sei rosso come un pomodoro! Ma non è inquietante come quello che ha appena detto Tul. Vi frequentate?” chiede all’amico, incapace di controllarsi, non potendo credere a ciò che ha appena visto. Ai suoi occhi Hin non è altro che schiavo di quel padrone arrogante, ma oggi lui e Tul si comportano come marito e moglie che si amano.

Hin si strofina la testa e ricorda la carezza appena ricevuta, sente ancora il calore che quel tocco gentile. “Non lo so… Ma mi sento felice.”

Il suo Tul ultimamente lo bacia, gli dice che è la persona più importante per lui… Quelle parole si sono fatte strada nel suo cuore e lui non riesce a non crederci.

“Non puoi prenderne un po’?”

“Ti ho detto che non berrò.”

 “P’Hin, tu non bevi?”

Quando i ragazzi entrano nel bar-ristorante incontrano una bella ragazza di nome Rose che vedendoli entrare si alza e gli stringe la mano. Oltre a lei c’è anche N’Jidrit, membro dell’attuale comitato studentesco. Hin viene fatto accomodare proprio accanto a Rose.

“Mangerò e basta, ma non berrò stasera.”

“Se Tul fosse qui e non lo permettesse, sarei anche d’accordo, ma ti ha lasciato venire quindi perchè non vuoi bere.”

Hin scuote la testa mentre allontana il bicchiere che l’amico gli sta offrendo.

“Non voglio farlo. Non voglio tornare a casa che puzzo di liquore.”

“Dov’è P’Tul?” Chiede Jidrit.

“Oh… ha troppo lavoro e non ha tempo per socializzare con gli amici.”

Risponde Rob con noncuranza, ma poi strizza gli occhi in modo curioso. “Non dirmi che sei disposta a diventare sua amica perché tu e Rose siete interessate a lui.”

“Hoi~ No! Cosa stai dicendo Phi?”

La ragazza parla velocemente mentre scuote la testa, ma ora gli occhi di tutti sono puntati su di lei.    

“Oh, forse solo un po’… P’Tul è così bello, quale donna non sarebbe interessata a lui? Sappiamo di non avere alcuna possibilità, ma lui sembra così dolce, sai?”

“Ma a me non piace P’Tul.” L’altra ragazza nega con determinazione e si è volta a guardare Hin che sfugge il suo sguardo.

[NDT ma per farti capire che non gli piaci deve fare gli incendi al posto dei segnali di fumo?]

“Beh… è… è solo che i tuoi gusti sono strani Rose… Mi dispiace, P’Hin.”

Jidrid sa che l’amica è interessata solo a P’Hin che ha un bell’aspetto ed è bravo negli studi, ma per quanto riguarda il suo status, è inferiore rispetto agli altri. 

Gornhin scuote la testa sorridendo. “Va tutto bene. Capisco cosa intendi.”

“P’Hin? Cosa va bene? Non c’è niente che non va in P’Hin!”

“È solo che Phi pensa che sia strano che Rose si interessi a una persona come me.”

“P’Hin, Rose non…” La bella ragazza si morde le labbra e tace per un attimo prima di fare un respiro profondo e continuare. “P’Hin pensa che una persona strana come Rose potrebbe avere una possibilità?”

“…”

Gornhin guarda Rob in cerca di aiuto, ma la sua supplica rimane inascoltata perché l’amico guarda l’intera situazione con un volto soddisfatto e pensa che se aprirà il suo cuore, sarà solo per sostenere la ragazza più giovane, però…

“Phi…”

“Oh, P’ Hin! Non rispondere ora. Non oggi. Gli esami sono appena finiti e Rose non vuole diventare triste.”

“Ehi Rose, non dovresti dirlo, potrebbe essere la tua occasione!”

“Non spingere P’Hin a darmi una risposta. Deciderà P’ Hin quando dare una risposta a Rose. Ora faresti meglio a mangiare qualcosa. P’ Hin, cosa vorresti mangiare?”

Hin vorrebbe essere davvero onesto, ma sceglie di tacere mentre tocca accidentalmente il suo cellulare.

Mi dispiace N’Rose ma… Io non posso amare nessun altro.

“Potete davvero tornare indietro da soli?”

“Sì, non c’è nulla di cui preoccuparsi. Jidrid vive a pochi isolati di distanza, quindi la accompagno e vado subito a casa.”

“Quindi… ce ne andiamo prima noi.”

Rose guarda Hin.

“Se Rose contatta P’Hin… Non sarà un problema, vero?” Chiede la ragazza esitante e lo guarda con occhi luminosi.

Gornhin si sente a disagio ma di rispondere alla domanda. 

“Oh, nessun problema, chiamalo in qualsiasi momento. Se vuoi parlare o chiedergli qualsiasi cosa, fallo e basta. N’Rose non dovrebbe preoccuparsene. P’Hin non ha problemi.”

[NDT so che Rob ha buone intenzioni, ma qui mi ha dato proprio fastidio. Puoi disapprovare quanto vuoi la relazione del tuo amico, ma non puoi usare una terza persona per farlo, quando è palese che a Hin non piaccia e si sente a disagio]

“Sì.”

Hin non contraddice il suo amico per educazione. Rose sorride vivacemente poi si gira per far salire in macchina con la sua amica che si allontana dal parcheggio fino a quando rimangono solo loro due.

“Ti porto a casa. Non c’è bisogno di contattare Tul.”

Rob parla con tono irritato quando vede che il suo migliore amico ha tirato fuori il telefono e intende chiamare Tul, ma Hin risponde con calma. 

“Devo obbedire alle istruzioni del mio capo.”

“Sai… La schiavitù in Thailandia non è più praticata da tempo, ma tu sei uno schiavo Hin.”

Ma Hin non è interessato a quelle parole, così porta il cellulare all’orecchio in attesa di sentire la risposta, ma viene rimandato alla segreteria, così mette giù il telefono.

“Segreteria?”

“Mh.”

“Ti porto a casa.” 

Hin lo segue senza fare storie dato che il capo gli ha chiaramente detto che avrebbe potuto far tardi a lavoro e lui non vuole disturbarlo ma, quando sale nella macchina di Rob, il suo telefono vibra.

[Non ho ancora finito, puoi andare in camera mia e metterti a letto per primo.]

Leggendo il messaggio Hin sorride.

“Che tipo di ordine ti ha dato stavolta per farti sorridere in quel modo?”

“Non è niente.”

Hin si rifiuta di scendere in dettagli anche se leggendo quelle poche parole un sorriso gli è sfuggito dalle labbra. È felice perché non deve andare nella sua stanza ma nella camera di Tul. Mette il telefono in tasca e continua a sorridere.

“Lascia che te lo dica di nuovo Hin.”

“Mh?”

“Smettila di fare quella faccia. Mi fa venire la pelle d’oca.”

Gornhin abbassa il parasole per guardarsi allo specchio e scoprire che non sta solo sorridendo… è anche arrossito… di nuovo.

“Phi ha qualche affare in sospeso al lavoro?”

“No, è solo una piccola faccenda di lavoro, ma è bello anche divertirsi con gli amici.”

Tul Metthanan è in piedi accanto a Kuhn Naphawadee. Una donna bella, giovane, perfetta. È uscito a cena con lei e altri due amici.

“Wadee è dispiaciuta se stiamo trattenendo Phi troppo a lungo.”

“Non c’è fretta, ho tempo.”

Tul sorride educatamente. Mette il telefono in tasca e tocca gentilmente la schiena della ragazza mentre camminano in direzione dei due amici. 

E intanto sullo schermo del telefono che è stato appena messo via  arriva un messaggio… 

[…sì, salgo in camera tua e ti aspetto…]

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Carmelina
Carmelina
4 anni fa

Mi sta esplodendo il fegato

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