Breath: Capitolo 38
Non lasciarmi
La notizia dello scandalo del figlio più giovane della famiglia Metthanan si è diffusa ovunque.
Ora tutti sanno che Tin Metthanan è stato arrestato per essere stato presente ad una festa a casa di un amico dove la polizia ha trovato narcotici a quasi tutti i partecipanti all’evento. Anche in Thailandia si parla della questione e, a causa della nota reputazione del giovane Tin, la questione peggiora. Si scopre che dopo aver sentito la notizia, tutti pensavano che Tin fosse stato mandato a studiare all’estero solo con l’intenzione di nascondere il suo comportamento insolente. Anche se quel giorno, in realtà… Tin non era coinvolto in alcun modo nell’uso di droghe.
Dopo che il test tossicologico è stato condotto su Tin ed è risultato negativo, ha insistito che ha solo partecipato ad una delle feste a cui il suo amico lo ha invitato come al solito; ma anche dopo che tutte le accuse contro di lui sono cadute, in Thailandia, la notizia del famoso figlio nobile che è ancora un adolescente e studente di liceo è ancora degna di essere raccontata per diversi giorni ancora, facendo sì che Rassa non abbia la faccia di vedere nessuno e urli istericamente ogni volta che un reporter si mette in contatto per cercare di ottenere un’intervista.
“Perché non state facendo nulla, pagate quei giornalisti per coprire la cosa!!!”
Rassa dice con rabbia e gridando.
“Se l’avessi saputo prima, l’avrei fatto. Ma ho appena scoperto la notizia nello stesso momento in cui l’hai scoperta tu.”
Try parla con un tono serio, dato che in realtà ha informatori nei media nel caso in cui si verificasse qualsiasi evento che potrebbe influenzare l’azienda, lui lo risolverebbe in tempo; ma questa volta Try non è stato informato di nessuna notizia, quindi non si è reso conto a che ora lo scandalo sia già stato stampato in prima pagina prima che lui desse l’ordine di fermarlo, ma anche se lo facesse ora, su Internet, ci sono già immagini di Tin che girano ovunque.
“Allora fai qualcosa!!! Non ho nemmeno la faccia per vedere qualcuno!!!”
“Allora rimani a casa tranquillamente.”
“Kuhn Try!!! Sono così imbarazzata in questo momento che voglio morire!!!! Tutti mi chiederanno come ho cresciuto mio figlio e come ha fatto a diventare un bambino così testardo com’è ora. Non oso nemmeno incontrare i miei amici!!!”
“Allora smetti di pensare a te stessa per un momento e pensa a tuo figlio per primo una volta per tutte!”
“!!!”
Try è di solito un uomo tranquillo. Non importa quanto male stiano le cose, lui manterrà sempre la calma; ma questa volta, l’uomo grida a sua moglie con un tono esasperato facendo spalancare gli occhi a Rassa che mostra chiaramente la sua sorpresa, ma è solo per un momento, perché immediatamente, risponde con risentimento.
“Hai ancora il coraggio di dirlo!!! L’unica persona che non si è mai preoccupata del figlio sei tu!!! Sono io che mi sono sempre presa cura di lui!!!”
“Fermati subito, la persona che si è sempre presa cura di Tin, non eri tu, era Tul!”
Prova a dire con rabbia e questo ha fatto sì che Rassa gli urli in faccia.
“È per colpa di tuo figlio, è colpa sua!!! È lui che ha trasformato Tin in un ragazzo così!!! È tutta colpa di Tul!!!”
[NDT senti ma perché non te ne vai a fanculo? <.<]
“Ora è troppo, Rassa! Solo perché sei incapace di crescere bene tuo figlio, non significa che puoi incolpare mio figlio!”
“Parlando così, pensi che Tin non sia tuo figlio ed è per questo che non gli presti attenzione? Non ti importa affatto di Tin? Dai, dimmelo! Ami ancora quella donna dai capelli biondi, vero? Rispondi!”
Si scopre che questo è già un vecchio rimprovero, per questo la mascella di Try si irrigidisce e lui risponde con un tono freddo.
“Se mia madre non ti avesse scelto, non sarebbe stato così male.”
“Ahh…Kuhn Try!!!”
Rassa urla e si precipita a colpire suo marito che ha anche perso la pazienza. Le forti urla si sentono in tutto il palazzo Metthanan. Tutti gli impiegati bisbigliano incessantemente su quello che è successo con la storia del giovane Tin. La maggior parte di loro crede a quello che dicono le notizie, perché hanno spesso subito i maltrattamenti del ragazzo arrogante. Solo la famiglia di Gornhin sostiene che il giovane Tin è innocente ma… Nessuno gli crede.
Le cattive abitudini di Tin, che Tul non ha fermato da più di dieci anni, portano a ciò. Hin non sa da quanto tempo Kuhn Tul si stesse preparando per questo momento. Non ha dovuto nemmeno essere troppo coinvolto per farlo accadere, dato che lui (Tin) si metteva regolarmente nei guai da solo, non c’era bisogno di intervenire ulteriormente. Ma questa volta è il caos.
Non può aiutare Tin. Ma alla fine, la persona che sarà torturata da quell’evento per il resto della sua vita sarà il suo Tul. Hin vuole trovare il modo di sbrogliare quella storia (la relazione di Tin), ma ogni nodo è così intrecciato che non sa come iniziare. E oggi, Kuhn Tin è tornato in Thailandia.
“Perché sei venuto a prendermi, e P’Tul?”
Oggi, ancora una volta Gornhin è stato mandato all’aeroporto a prendere Tin per evitare i giornalisti in agguato; così, non appena il ragazzo non vede il suo amato fratello maggiore, chiede bruscamente. Ma Gornhin non può che rispondere che né lui né i suoi genitori sono disposti a prenderlo all’arrivo in aeroporto.
“Khun Tul sta aspettando a casa.”
L’interno dell’auto è silenzioso prima che il ragazzo sul sedile posteriore si sposti scompostamente.
“Non ho usato droghe.”
“Sì.” Gornhin acconsente con un tono di voce educato.
“Non ho fatto davvero uso di droghe. Non ero mai stato a quelle feste prima, ma una volta ci sono andato, e mentre stavo per andarmene è arrivata la polizia. Ma non ero drogato.”
“Certo.”
“Ti dico che non ho fatto uso di droghe! Sono stato solo con una ragazza, ma non ho usato droghe!!!”
Tin urla all’interno dell’auto come un bambino che ha paura di essere rimproverato, ma lui usa la violenza per coprire i propri errori, e questo ha fatto sì che Hin si volti a guardare la faccia del suo piccolo capo attraverso lo specchietto retrovisore per mostrare con fermezza, con decisione la sua fiducia.
“Io ti credo.”
Tin apre la bocca come per sgridarlo di nuovo, ma invece si calma, tace e inclina il mento mentre le sue mani si stringono e tremano contro il suo grembo.
“Non l’ho fatto io P’Tul. Tin non l’ha fatto. (sussurro)”
Ma non è Hin che ha bisogno di credergli, è suo fratello maggiore. L’unico che considera famiglia. Anche se Tin è sempre stato molto arrogante, dal primo momento in cui è stato arrestato, sapeva che sarebbe stato giudicato. Come poteva non sapere che tipo di sguardo gli sarebbe stato rivolto dalle persone che lo circondavano? A chi non crede alle sue parole o a chi si comporta come se pensasse che è un cattivo ragazzo, non gli importa. Ma c’è solo una persona per cui Tin ha una paura terribile nel suo cuore: suo fratello. Se suo fratello lo odia, Tin crede che non gli resterebbe nulla.
“Non l’ho fatto. Non l’ho fatto.”
Mormora tra sé e sé per il resto della strada fino a quando la macchina si ferma all’interno della villa.
“Kuhn Tin.”
Prima che Gornhin scenda dalla macchina per aprire la porta al giovane padrone, il più grande si volta per guardarlo dritto negli occhi e poi parla con sicurezza.
“Penso che Kuhn Tin sia un bravo ragazzo. L’ho sempre creduto.”
Tin non stabilisce intenzionalmente il contatto visivo, ma guarda invece in direzione della sua testa e abbassa lo sguardo sulla sua fronte e anche se non può vedere la cicatrice sente una fitta di senso di colpa; ma poiché non ha mai dovuto chiedere scusa a nessuno, il giovane alza semplicemente la testa con un’espressione presuntuosa.
“Non mi interessa se mi credi o no.”
Poi scende dalla macchina per andare ad affrontare la più terribile delle sue paure.
Le persone che lo aspettano sono suo padre, sua madre e suo fratello. Il momento che il giovane ha sognato da quando era stato mandato a studiare all’estero per la prima volta, è che quando sarebbe tornato a casa, sarebbero venuti tutti ad accoglierlo felici; ma questa volta, Tin sa che questa speranza non si sarebbe mai avverata e che il fatto che fossero lì ad aspettarlo con quell’espressione sul volto, è dovuto ad un altro evento e la causa è lui stesso.
[NDT Tin ç_ç arriverà la felicità anche per te, abbi pazienza]
“Come hai potuto fare questo Tin, la mamma non sa nemmeno dove mettere la faccia in questo momento!”
Questo è stato detto con un tono così irritato che Tin non può fare a meno di rispondere.
“Lasciala nello stesso posto o nascondila. Tanto nessuno vuole vedere la tua faccia, mamma.”
[NDT APPLAUSI AHAHAH]
“Tin!!! Come puoi rispondermi in questo modo!”
Tin ignora le grida di sua madre, ignorando anche lo sguardo di suo padre, va dritto verso l’unico importante per lui; prende la mano di suo fratello maggiore cercando i suoi occhi mentre gli rivolge uno sguardo implorante per sapere perché crede nella sua innocenza.
“P’Tul, Tin non l’ha fatto. Non ho usato droghe. P’Tul, credi in me. Dai, devi credermi. Sono incapace di fare una cosa del genere.”
“Dobbiamo parlare di nuovo di questo argomento.” Tul dice in tono solenne.
“Ma P’Tul, tu mi credi, vero?”
“Tin.”
“P’Tul non è arrabbiato vero? Non sei arrabbiato, vero?”
Tin stringe la mano del ragazzo in un modo che non è diverso da quello che avrebbe fatto un bambino, ma che non provoca debolezza nel fratello maggiore, così il suo sguardo non cambia, e questo fa parlare Tin con più forza.
“Fidati di Tin, ok, P’Tul? Fidati, non è stato Tin, fidati. Non mi importa se nessun altro mi crede, ma P’Tul deve credermi.”
Poi gli occhi del ragazzo arrogante si arrossano come se stesse per piangere mentre guarda suo fratello.
“…”
Quel piccolo momento, sembrava così lungo agli occhi di Hin…
“Non avresti dovuto farlo, non avresti dovuto farlo affatto.”
“Tin, entra in casa. Ho bisogno di parlarti.”
È allora che Try interrompe il momento di tensione tra loro e le forti grida di Rassa che continua a gridare indignata per aver parlato a sua madre in quel modo, così come l’imbarazzo che ricopre il posto. Try parla con un tono serio, non arrabbiato, ma nemmeno indulgente, facendo sì che Tin si giri a guardarlo con fastidio per un momento e torni a guardare suo fratello negli occhi.
“Entra pure. Parleremo più tardi.”
“Promesso?”
Tin chiede a suo fratello finché non annuisce e poi segue suo padre dentro la casa seguito da sua madre che continua ad essere indignata e irritata. Nel momento in cui Tul è da solo, Hin si avvicina e si mette di fronte a lui.
“Ti stai facendo del male.”
“No.”
Tul chiude gli occhi e stringe forte i pugni.
“Tu ami Kuhn Tin. Non importa quanto ti dici di odiarlo, tu ami Kuhn Tin.”
“Non lo amo.”
“Kuhn Tin è la famiglia che ami. Puoi ancora sistemare questa cosa.”
Gornhin parla supplicando perché ha visto quel piccolo cambiamento nel suo sguardo mentre Tin lo guardava, chiedendo la sua fiducia; Tul per un momento, è sembrato confuso ed esitante; un atteggiamento che khun Tul non ha mai mostrato di fronte a lui.
“Ora sei diventato un negoziatore? Da quando?”
“Kuhn Tul.”
Gornhin supplica di nuovo guardando la persona che stringe forte i pugni e la mascella.
“Ti ha fatto male.”
“Kuhn Tin non mi ha fatto male.”
“Tin mi distruggerà.”
“Kuhn Tin ama Kuhn Tul più di chiunque altro.”
“Mi porterà via tutto ciò che poteva essere mio.”
“Tutto ciò che Kuhn Tin ha sei tu.”
Gornhin implora e supplica mentre guarda il luccichio in quegli occhi che è cambiato in un altro e lo riempie di speranza. Crede che non sia ancora troppo tardi per cambiare la situazione. Kuhn Tul può farlo. Può fare qualsiasi cosa. Quindi non vuole che sia troppo tardi per risolverlo, ma… Una bella automobile europea entra nella villa. E come può Gornhin non riconoscere a chi appartiene quella macchina, è chiaramente Wadee.
[NDT preparate i fazzoletti.]
In quel momento, Hin impallidisce, gli tremano le mani e istintivamente indietreggia per tornare nella casetta; ma Tul lo ferma prendendogli il braccio per stargli accanto e aspettare lì la bella ragazza che scende dalla macchina con un’espressione preoccupata sul viso.
A differenza dell’ultima volta che si erano incontrati, Naphawadee sembra notevolmente più magra e i suoi occhi che prima erano luminosi e pieni di vita, ora sono pieni di incertezza e di ansia; tanto che la giovane donna cammina velocemente senza fermarsi verso Tul e senza pensarci due volte, prende saldamente il braccio del giovane.
“Perché P’Tul non risponde alle chiamate di Wadee? Sono diversi giorni che cerco di contattare P’Tul.”
“Calmati Wadee.”
“Wadee non sta bene. Wadee ha qualcosa da dire a P’Tul. Naphawadee non è interessata a calmarsi.”
“Ho anche qualcosa da dire a Wadee.”
Tul sposta il suo sguardo sulla persona alle sue spalle per poi riportarlo sulla donna che una volta pensava sarebbe stata il tappeto rosso che avrebbe portato alla sua vita perfetta. Secondo gli standard della nonna, quella ragazza di una nota famiglia sarebbe stata perfetta per condurlo lì; ma ora Tul ha fatto la sua scelta. Ha scelto dal momento in cui Hin ha detto che l’avrebbe lasciato.
“P’Tul deve prima sentire cosa ha da dire Wadee. Questa è una questione seria.”
La donna versa le sue lacrime e si avvicina a Tul guardandolo negli occhi, che può anche vedere nella giovane donna uno sguardo supplichevole che non è diverso da quello che aveva visto su Tin. Con quel gesto, Tul comincia a sospettare che qualcosa non va.
“Wadee, cosa c’è che non va?”
Anche se vuole porre fine alla relazione, Tul è comunque preoccupato per il viso pallido della ragazza; ma gli occhi chiari e color miele si allargano per lo shock quando Naphawadee solleva la mano per toccarsi la pancia. Tul è stordito prima che la ragazza dica con voce tremante…
“Wadee porta in grembo il figlio di P’Tul.”
“!!!”
In quel momento non solo Tul si sente come se fosse stato colpito duramente, ma anche Hin si sente come se il mondo gli fosse crollato davanti agli occhi. Nessuno dei due ragazzi muove un muscolo mentre Naphawadee si precipita ad abbracciare Tul strettamente mentre piange e gli dice quanto si era sentita spaventata a dirglielo oggi. Si era sentita così spaventata dal momento in cui aveva scoperto di essere incinta e non poteva contattarlo; dato che non osava dirlo a nessun altro. La stessa sensazione che stava provando Tul, che si è sentito così terrorizzato non appena ha scoperto che la donna di fronte a lui… È incinta di suo figlio.
Il mezzosangue si volta a guardare Hin per rendersi conto che il suo volto mostra che ha preso una decisione.

“Hai pensato bene a questa decisione?”
“Sì. So che è un po’ avventato, ma…”
“Non è Hin. Non è…”
Nell’ufficio di Try Metthanan, quello che gli sta di fronte dall’altra parte della scrivania non è il figlio minore, che ha fatto i capricci e si è ritirato a chiudersi nella sua stanza, ma è il giovane Patapee che è calmo e con uno sguardo fermo che mostra che ha preso una decisione, anche se i suoi occhi sono rossi come il tramonto. E per il fatto che Hin si è scusato per aver preso quella decisione, Try ha alzato la mano in segno di diniego.
“Non ho mai pensato che assumere la tua famiglia fosse perché mi fossero grati. Non ti ho mai detto che chi deve ringraziare non è la tua famiglia, ma sono io?”
Tray parla ad alta voce, pensando alla storia di vent’anni fa. Il giorno in cui la donna che amava di più ha deciso di andarsene, lasciandosi alle spalle il loro figlioletto. In quel momento, lo stato di Try sembrava quello di un morto vivente; voleva bere e fumare come un matto, ma non voleva che il suo figlioletto lo vedesse in quello stato patetico e deplorevole. Così uscì a bere, ma ci fu uno scontro mentre usciva dal locale e fu quasi picchiato a sangue, fu allora che il padre di Gornhin lo salvò. Se non fosse stato per il padre di Hin, sarebbe potuto morire in quel posto accanto a un mucchio di spazzatura. Try voleva brave persone che non fossero sotto gli ordini diretti di sua madre, qualcuno che potesse aiutare e proteggere suo figlio nei giorni in cui era lontano da casa; e questa famiglia ha svolto questo ruolo nel miglior modo possibile, non era stato solo il padre, ma anche la madre, persino il figlio più giovane che aveva accompagnato il proprio figlio quando fu picchiato a sangue da sua madre. Pertanto, era in debito con questa famiglia, se non fosse stato per suo padre, sarebbe morto ed è grazie a Gornhin che suo figlio, oggi, è vivo. Ora quel ragazzino è diventato un uomo alto e forte. Non sembra diverso dal figlio che gli sta accanto, eppure Hin ha sacrificato la sua infanzia, non ha mai giocato con altri bambini come gli altri. Gornhin non ha mai fatto questo o quello come era comune, quindi perché non concedere quello che chiedeva?
“Non mi dispiace che tu prenda questa decisione, ma sei sicuro?”
Prova a guardare con esitazione il giovane dagli occhi rossi in cui vede solo lacrime, ma Hin risponde con sicurezza.
“Sì, ho già deciso.”
“L’hai detto a Tul?”
“…”
Try continua a guardare il ragazzo che sembra piangere pietosamente dentro di sé.
Non ha potuto aiutare nessuno dei suoi figli. Non ha potuto salvare il figlio maggiore dalle grinfie della madre, non può aiutare il figlio minore con i suoi problemi e nemmeno il ragazzo che considera come uno dei suoi figli. Se solo fosse stato più forte, nessuno di loro sarebbe così ferito come lo è ora.
“Kuhn Tul ora ha kuhn Wadee.”
“E tu, chi avrai?”
Con quella domanda, gli occhi di Hin si chiudono lasciando fuoriuscire le lacrime.
“Avrò… I ricordi… Degli ultimi dieci anni… Sì… “
Gornhin non può più parlare. Le sue spalle tremano, ma deve essere fermo nella sua decisione, perché non ha più opzioni. L’unico modo per finire questa storia, è questo modo… Deve andarsene.
Improvvisamente, Gornhin si avvicina al suo benefattore, si inchina e si inginocchia.
“Mi dispiace kuhn Try. Mi scuso per non essere in grado di proteggere Khun Tul. Ma questa volta non posso più farlo.”
Voglio farlo. Voglio prendermi cura di lui, ma non posso restare… Devo andare…
“Hin.”
“Voglio uscire da questa casa.”
Questo è l’unico modo.
Try guarda il ragazzo di fronte a lui con compassione e simpatia. Vorrebbe abbracciarlo e confortarlo, ma pensa che questo lo avrebbe solo fatto sentire ancora più ferito, così la sua mano si stringe sulla sua spalla.
“Sai che puoi tornare quando vuoi, sai che ti vuole sempre (al suo fianco).”
“Ma non questa volta. Non ora.”
Ora Wadee è la persona di cui Tul ha bisogno, non lui; perciò deve andarsene.
“E se ti offrissi questa opzione?”
Ed è a causa di questa domanda che Gornhin guarda il suo benefattore in lacrime.

Gornhin si ferma davanti al salotto del secondo piano dove sono conservati i costosi liquori. Si asciuga il viso e gli occhi cercando di rimuovere le tracce di lacrime che gli offuscano la vista, fa un respiro profondo e guarda le sue mani tremanti mentre le solleva. Si chiede per la centesima volta se sta facendo la cosa giusta, ma per quanto ci pensi, non vede altre opzioni. Non è più solo kuhn Wadee, ma ora c’è un bambino nel suo grembo.
L’odore pungente di liquore che pervade il posto lo fa trasalire. Guarda direttamente il mezzosangue seduto al centro della stanza a bere.
“Kuhn Tul.”
“Non voglio ascoltare!”
Appena Hin parla, Tul gli grida così forte che Hin si china un po’ e prende il bicchiere con il liquore dalla mano di Tul per metterlo sul tavolo.
“Ho qualcosa da dirti.”
“Ho detto che non voglio ascoltare!”
Tul alza la testa quando gli grida di nuovo, ma lo sguardo arrossato nei suoi occhi non è diverso da quello di Hin.
Tutto il liquore che Tul ha bevuto sembrava riversarsi nei suoi occhi sotto forma di lacrime.
Se ascoltarlo significa sentire che non l’avrebbe più rivisto, allora non vuole ascoltare.
“Per favore, kuhn Tul” Implora Hin con le lacrime agli occhi. “Per favore, ascolta quello che ho da dire.”
“No, non ti ascolterò!” Tul si copre il viso con le mani nascondendo le lacrime che gli scorrono sulle guance. “No, non voglio ascoltare, non voglio ascoltarti!”
Gornhin è commosso dal gesto impotente della persona di fronte a lui, la sua mano si allunga per tenergli la spalla e poi parla torturato.
“Partirò domani mattina.”
“Non te ne andrai! Non hai sentito che non ti lascerò andare!”
In quel momento, Tul si alza e raccoglie il bicchiere di liquore davanti a sé e lo lancia contro la parete di fronte, prima di crollare a terra. Entrambi sanno in cuor loro che la decisione è già stata presa. Ma lui rifiuta ancora.
“Non ti lascerò andare.”
“Kuhn Tul, questo è l’unico modo.”
“No. No, devo trovare una soluzione. Devo…”
“Kuhn Tul, sappiamo che non c’è altro modo.”
Anche Hin cade a terra tenendo le spalle del ragazzo che piange disperato.
“Kuhn Wadee è incinta. Porta il tuo bambino nel suo grembo.”
“Non lo voglio!”
Tul grida alzando la testa per guardare Gornhin.
“No, tu lo vuoi, kuhn Tul. Tu lo sai.”
“No, io non…”
“Hai bisogno di una famiglia.” Hin scoppia in lacrime e gli manda un sorriso sperando di confortarlo, ma invece il suo sorriso sembra essere immerso nella tristezza. “Kuhn Tul, hai sempre voluto una famiglia. Qualcuno che ti ami e che anche tu ami. Ora Kuhn Wadee ti darà quella persona per te. È qualcosa che io non posso fare. Quindi, per favore, non dire che non lo vuoi, perché sai meglio di me che lo vuoi.”
“No! L’unico che voglio sei tu!”
Ma Hin scuote lentamente la testa.
“Non posso più stare al tuo fianco.”
“No, no.” Tul è sorpreso e afferra saldamente il braccio di Gornhin. “Non te ne andrai. Non ti lascerò andare.”
“Devo farlo. Devo partire per…” Gornhin inspira profondamente e continua: “Devo andarmene perché tu possa completare il tuo mondo.”
Lui è in più in quel mondo. Il mondo di kuhn Tul dovrebbe avere una buona donna come kuhn Naphawadee, con bei bambini nati dall’amore. Quello sarebbe il suo mondo ideale, non lui. Gornhin non può permettersi di distruggere questa bella immagine. Se Tul lo scegliesse di nuovo, non sarebbe solo kuhn Wadee a dover partire, ma anche quella piccola persona che non è ancora nata. Quindi non permetterà più a Kuhn Tul di fare del male a qualcun altro; quindi tutto deve finire qui.
“Tutto il mio mondo sei tu.”
“Questo mondo non è buono per te.”
Hin scuote la testa, prende le mani di Tul, le bacia con tutto l’amore del suo cuore e poi vi appoggia la fronte.
“Sono solo una pietra senza valore, non sono il tuo mondo. Buttami via e basta. Non sono adatto ad essere tutto il tuo mondo.”
Gornhin ama questo ragazzo con tutto il suo cuore e solo per questo non può più restare qui.
“No. Non accetto. Hai promesso che non mi avresti mai lasciato.”
Mentre Hin sta per alzarsi, Tul gli prende strettamente la mano.
“Non ti lascerò mai Kuhn Tul. Non importa quanto tempo passa, tu sei l’unico che amo e questo non cambierà mai. Kuhn Tul sarà sempre qui.”
Hin tira la mano di Tul verso il lato sinistro del suo petto e allunga l’altra per asciugare le lacrime dal viso di chi ama mentre sorride con affetto e le sue stesse lacrime si riversano. Gornhin allora rilascia la sua mano per alzarsi e fare un passo indietro guardando il ragazzo che ama, devastato a terra che piange e soffre completamente.
“D’ora in poi non hai più bisogno di me, perché non sarai più solo.”
“No, non lasciarmi…”
Tul afferra la gamba di Hin, alza lo sguardo e parla dolorosamente e implorante con tutto il suo cuore.
“Anche se ti amo, mi lascerai?”
“Kuhn Tul, non farlo.”
Invece, Tul abbraccia la gamba di Hin più forte di prima, supplicando come un ragazzo senza dignità.
“Ti amo… Hin. Ti amo… Non lasciarmi… Per favore non lasciarmi…”
Gornhin chiude gli occhi mentre lo ascolta. Le parole d’amore che ha desiderato di sentire per tutta la vita, può sentirle solo il giorno in cui tutto finisce.
“Anch’io ti amo.”
“Allora non lasciarmi…”
“Ma tuo figlio ha bisogno di suo padre.”
Gornhin crolla, spinge via la presa sulla sua gamba e sorride a Tul di fronte a lui perché vuole che l’ultima cosa che Tul ricordi sia il suo sorriso invece delle sue lacrime, ma invece quel sorriso è una tortura per chi sta soffrendo di più.
“A quel piccolo… Dagli tanto amore. Abbraccialo, non abbandonarlo. Non lasciare che cresca nel dolore e nella sofferenza come hai fatto tu. Tul, ti prego, vivi per lui. Crescilo come hai sempre voluto per te stesso. E se senti che non hai più ragione di vivere… Vivi per lui, per il tuo sangue… Ti prego… Ora questo sarà il mio ultimo desiderio.”
Hin lo dice con tutto il dolore che ha nel cuore. Poi, guarda il suo bel viso; guarda le sue sopracciglia nere che spesso si aggrottavano quando lui si accigliava, guarda il suo naso dritto e sagomato che indica un’ascendenza occidentale, guarda le sue labbra che spesso lo baciavano ancora e ancora cercando di mantenere ogni dettaglio nella sua memoria; poi, fa un passo indietro.
“Promettimi che non mi cercherai.”
“Non mi ucciderai così?”
“Devi promettere.”
“Io…”
“Ti prego…”
“Mi stai uccidendo…” Tul si lamenta con la persona che continua a guardarlo con un luccichio d’amore e di supplica nei suoi occhi, così alla fine china un po’ la testa.
“Io, io non ti cercherò…”
“Promettimi che sarai felice.”
“Non puoi chiedermi quello che non posso darti.”
Tul sta morendo. Non riesce a respirare. E l’immagine che vuole ricordare e conservare nel suo cuore è offuscata dalle lacrime…
“Promettimi che ci proverai.”
Non vuole fare quella promessa perché sa che non ci sarebbe mai riuscito.
“Io… Proverò…”
Così, alla fine, lui può solo dirlo perché è qualcosa che la persona che ama gli chiede di fare. Cercherà di vivere senza di lui. Questa è l’idea di Tul mentre guarda la persona che ora sa di amare mentre si allontana. L’ha scoperto troppo tardi. I suoi occhi lo seguono fino a quando lui scompare dalla sua visione, poi le sue mani gli coprono il viso e cade in ginocchio; allora il ragazzo che ha perso tutto, grida sconsolato.
“Ti amo Hin, ti amo! Solo te…!”
Sono grida piene di dolore e tortura per essere stato così stupido e per non essersene accorto fino a quando non è stato troppo tardi. Non vuole più vendicarsi di nessuno. Quando la persona amata non c’è più, Tul non è diverso dall’essere solo un corpo senza anima.
Tul sa che… Hin è come il suo respiro e vivere senza respiro è… Come morire. Tul beve ancora. E poi beve di nuovo per alleviare il suo dolore. Tin è l’ultima persona che gli è rimasta, ma quando Tin si avvicina a lui in un momento così devastante…
“Non ti ho mai visto come un fratello, avrei dovuto ucciderti subito!!!!”
Non riesce davvero a impedire che quelle parole lascino le sue labbra.
Quella notte non è solo Tul che perde il suo amante, è il giorno in cui perde la sua famiglia. L’unica persona che era dalla sua parte. Alla fine, Tul Metthanan… Non ha più nulla.




Vi odio
Provo dolore per Hin ma stranamente il sentimento più forte è verso Tul, mi fai pena, provo compassione per una persona che si è resa conto troppo tardi cosa conta veramente nella sua vita.
Sto piangendo… Non è giustoo😭😭