In love with an idiot: Capitolo 82
Questa volta sono solo.
Jian Suiying torna alla sua auto, si appoggia al sedile e ansima, costringendosi a calmarsi, perché il forte sentimento di rabbia supera tutto ciò che ha provato fino a quel momento, dandogli l’impulso di distruggere tutto ciò che ha davanti.
Non ha mai avuto paura di nulla in vita sua, eppure si sente perso, non sa come andare avanti se la strada da percorrere è così lunga e tutti lo fanno inciampare, rendendolo solo e indifeso.
Mentre esce dal parcheggio, nella sua testa riecheggiano rumori di ogni tipo, che lo fanno sentire in ansia, come se nel suo corpo ci fosse una riserva di dinamite, per cui deve trovare costantemente il tempo per distogliere l’attenzione, altrimenti esploderà.
Non importa cosa desideri Jian Sui Lin, non gliela farà passare liscia, quei due idioti devono uscire rapidamente dalla sua vita.
Per prima cosa, quindi, chiama il direttore della Banca X che si occupa del prestito, per capire quanto denaro o quanto tempo la banca possa concedergli; successivamente, incontra di nuovo il signor Yang per continuare ad analizzare tutto il materiale e le informazioni a disposizione, pensando a come combattere la causa.
Sembra che il contenzioso sia l’unica strada percorribile, ma Jian Suiying ha cambiato idea perché, in ogni caso, non può mettersi contro il signor Yang e avere due nemici allo stesso tempo.
La sera, dopo aver cenato con il signor Yang, torna a casa e, quando raggiunge il portone, alza lo sguardo sull’edificio, dove solo alcune delle luci sono accese, benché sia un condominio di venti piani; i prezzi degli appartamenti sono troppo alti e sono relativamente poche le persone che li acquistano, soprattutto come investimento.
Quando pensa di tornare in quel luogo vuoto e freddo, pieno dei loro ricordi, si sente asfissiato e non vuole stare da solo; dopo una lunga riflessione, finalmente gira il volante e si dirige a casa di Xiao Zhu.
Quando arriva, suona più volte il campanello e aspetta un po’, ma nessuno apre la porta, quindi il suo cuore si irrita, ma non sente ancora nessun movimento, allora sente le sue emozioni esplodere.
“Apri la porta, aprila! Che diavolo sta succedendo, sono tutti contro di me?!”
Fa un passo indietro e solleva la gamba per dare un calcio alla porta, ma un rumore frenetico di passi proviene dall’interno: “Chi c’è!”
La porta si apre all’improvviso e il calore della stanza gli arriva in faccia; il bellissimo ragazzo lo guarda con grandi occhi spaventati e preoccupati.
Jian Suiying sbatte il pugno sulla porta: “Dannazione, eri morto?! Non hai sentito il campanello!”
Le spalle di Xiao Zhu tremano per la paura e lo guarda in lacrime: “Io…stavo facendo il bagno…”
“…”
Jian Suiying osserva i piccoli piedi nudi, i capelli bagnati e un’ostilità maniacale gli gira freneticamente nel petto; allora chiude gli occhi con forza e reprime la rabbia: “Vai a prepararmi una tazza di tè.”
Xiao Zhu chiude la porta e corre in cucina, mentre Jian Suiying si siede affranto sul divano, senza nemmeno preoccuparsi di alzare un dito, in attesa che il giovane arrivi con il suo tè e si metta accanto a lui con cautela, senza osare dire nulla.
Jian Suiying apre gli occhi iniettati di sangue e gli tocca delicatamente le orecchie: “Ti ho spaventato?”
Xiao Zhu annuisce rigidamente.
“Vieni qui.”
Quando si avvicina, Jian Suiying lo prende sulle sue ginocchia e lo abbraccia forte, con il bisogno di stringere qualcosa di caldo che gli faccia capire che non è solo e abbandonato da tutti, sicché seppellisce il viso nei suoi vestiti e respira lentamente.
Xiao Zhu esita, poi lo abbraccia.
“Ti ho spaventato…anch’io posso perdere le staffe, sono un dannato codardo, questa volta sono rovinato…”, Jian Suiying sente a malapena la propria voce e pensa solo che c’è qualcuno che ascolta quello che vuole dire, che soprattutto lo conforta, “Questa volta sono solo perché…perché mi sono stimato troppo. Pensavo di essere così straordinario, di essere in grado di ottenere tutto ciò che desideravo. Chi avrebbe mai pensato…che nessuno mi avrebbe preso sul serio. Non te lo aspetterai, tanto meno io, ma nessuno mi ha preso sul serio… nessuno… cazzo, nessuno mi dà peso!”
Bai Xinyu, Jian Sui Lin, Li Yu…agli occhi di queste persone non è altro che spazzatura, non è niente!
Le lacrime di Xiao Zhu scendono sulle sue guance e lo stringe forte, pensando di aver visto in lui tutti i tipi di sguardi, ognuno dei quali lo perseguita, lo ammira e lo inebria. Il fascino irresistibile di Jian Suiying è noto a troppe persone, invece ora è così frustrato e vulnerabile, in una condizione che forse solo lui ha visto, facendolo sentire lusingato e nel contempo accorato, anche se non s’è mai aspettato nulla da lui.
Non sa se Jian Suiying stia piangendo ma, dopo aver pronunciato quelle parole, non dice più nulla, si limita ad abbracciarlo e a respirare sui suoi vestiti.

Le cose vanno anche peggio di quanto Jian Suiying immaginasse e ben presto tutti in azienda, in particolare gli azionisti, vengono a sapere della confisca dei terreni, per cui il panico serpeggia per un po’, dando una sensazione di instabilità.
Mentre si occupa di mansioni ufficiali, riceve un breve messaggio di testo da Li Yu: [Jian Suiying, non sei tornato a casa per quattro giorni…]
Jian Suiying non ha avuto ancora modo di cambiare la serratura di casa; pensa di cancellare il messaggio, poi preferisce rispondere, pur con mani tremanti: [Sono felice con il mio bambino, quindi esci da casa mia…]
Con parole come quelle, Jian Suiying suppone che Li Yu non si sarebbe più fatto sentire, invece il telefono squilla per un altro messaggio: [Parliamo. Sono pronto, ti prometto che Jian Sui Lin non potrà toccarti.]
Suiying vorrebbe ridere…se credesse ancora alle parole di Li Yu, tanto vale infilarsi in un forno e bruciarsi.
Dopo poco, il segnale acustico del fax avverte dell’arrivo di una comunicazione, per cui preme il tasto di ricezione; il documento, inviato da Sui Lin, riguarda il debito e, nell’ultimo foglio ci sono due parole: [Fratello, parliamo.]
Parla con la puttana di tua madre!
Imprecando in cuor suo, scrive un breve testo e lo rimanda allo stesso numero: [Ho solo un debito, quindi non pensare di toccare le mie cose. Se non ti faccio vivere miseramente per il resto della mia vita, cambierò il mio nome in ‘figlio di una cagna’.]
Finalmente, il cellulare e il fax lo lasciano tranquillo, fino allo squillo del telefono dell’ufficio ed è la terza persona che vuole parlare con lui oggi, questa volta è suo padre.




Ecco padre di merda prendi quel miserabile e dagli tanti calci nel culo finché non cambia i connotati se no non farti sentire
Che situazione
Che tristezza Jian Suiying povero ma non molla di sicuro…meno male che c’è il piccolo Zhu che gli dà una pacca sulla spalla così si sentirà meno solo….Li Yu vai a quel paese …Sun Lin adesso vuole parlare è anche il padre….che vadano tutti all’ inferno 🔥🔥🔥🔥🔥
Non ho veramente parole per quello che hanno fatto