Cina,  Storie in corso

One silver coin for a pound of demon: Capitolo 8.1

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​Rifiutalo (bad ending)

​♱♱♱

Il sacerdote non ha intenzione di credere a un demone folle. ​”No”, dice con fermezza.

​Il fuoco negli occhi di 177 si spegne. La sua mano perde forza e scivola giù mentre il ragazzo lo spinge via. “Va bene”, sussurra la creatura, sconfitta. “Va bene.”

​Le cose continuano come al solito.

​Un giorno, 177 smette di alzarsi.

Il giovane entra in bagno e lo trova sdraiato sul pavimento, a fissare il soffitto come se il prete non fosse lì, persino quando lui gli blocca la visuale.

​Il ragazzo tenta di tirarlo su, ma l’ibrido è come un pesante sacco di sabbia e ricade nella vasca da bagno.

Riesce infine a rimetterlo in piedi, e l’altro lo guarda con un’espressione distante, quasi vacante.

​È come osservare un leone attraverso un forte vetro di protezione, lo sguardo curioso ma distaccato di un turista. Il mezzo demone sembra aver acquisito una certa sicurezza, come se il consacrato non potesse toccarlo.

​Ma lui può farlo, e la preghiera sul braccio della creatura brucia.

177 sbuffa, guardando in basso verso il proprio arto, ma non si muove. Il prete sospetta che sia malato, ma gli esami mostrano che è sano.

​Il sangue demoniaco è immune alla maggior parte delle malattie, e il ragazzo non ha mai sentito di un demone morto per infermità. 

L’ibrido non collabora, ma non impedisce al sacerdote di continuare la sua routine quotidiana.

Il giovane gli abbassa i fianchi sulla vasca da bagno e gli lega le mani al tubo dell’acqua, ma l’effetto non è buono come quando la creatura cooperava.

​177 ha tentato il suicidio diverse volte, sempre fermato dal prete. Non mangia, quindi il ragazzo usa attrezzature ospedaliere per nutrirlo. 

Si scopre così che le strutture umane funzionano su questo demone mezzo sangue.

I demoni come 177 non soffrono di atrofia muscolare o di piaghe da decubito, ma la sua crescente mancanza di reattività è preoccupante.

​Le preghiere non funzionano più. La creatura reagisce leggermente, ma non può essere dissuasa o punita. Scoparlo sembra come scopare una bambola gonfiabile calda e che respira. Ha i riflessi muscolari, ma il suo cervello non risponde.

​Non è presente.

​Quel maledetto demone, nudo e senza armatura, ha trasformato il proprio corpo nella sua ultima linea di difesa. La sua espressione è vuota perché il suo spirito ha abbandonato il corpo. Dove si è nascosto?

​Il sacerdote trova il suo spirito nel braccio di 177. Quando gli rimuove quell’arto, l’ibrido urla e lo guarda con rabbia.

Questo è un bene. Scompare poco dopo. Il ragazzo lo cerca nell’altro braccio, e la creatura si ritrae inorridita, con la paura negli occhi.

​All’inizio questo si rivela utile, come ogni sforzo che il prete ha compiuto. Se lo cattura, lo spirito resta con lui per un po’, finché non scappa di nuovo. Ma il tempo in cui 177 rimane si fa ogni volta più breve. 

Più il giovane lo cerca, più l’ibrido ha paura; più ha paura, più velocemente scappa. Come una manciata di sabbia: più stringi la presa, più ti scivola tra le dita.

​La primavera successiva, non resta più alcun posto in cui nascondersi.

​Il demone, ormai ridotto solo alla testa e al busto, giace sul letto del prete, silenzioso come una bambola di pezza.

177 è ancora caldo, respira ancora, e le sue ferite stanno guarendo bene. 

Il ragazzo è un ottimo custode, sicuro di sé nel mantenere quel corpo pulito e caldo. Finché il sacerdote vivrà, anche la creatura potrà vivere per sempre.

​Ma 177 non è ancora lì.

​Non è rimasto più nulla da rimuovere, quindi dove può nascondersi? Il giovane lo stringe a sé, toccando il suo corpo centimetro per centimetro. È leggero e piccolo adesso, beneducato e caldo, proprio come un cuscino.

​Può tenerlo con sé, toccarlo ogni giorno e dormirci insieme, ma qual è il senso? Il prete guarda la sua espressione vuota e all’improvviso si rende conto di essere stato ingannato.

177 è fuggito con successo quando lui se lo aspettava di meno. Quel demone gli è scivolato via, come un serpente che muta la pelle o una cicala dorata che emerge dal suo guscio.

​Il ragazzo ha fallito, e non gli è rimasto nulla. L’ibrido ha ottenuto ciò che voleva fin dall’inizio.

​Il sacerdote posa la mano sul collo di quel corpo, e il serpente ansimante non dà alcuna risposta.

​Crack~

​Smette immediatamente di respirare, con il collo piegato da un lato. 

Ha lo stesso identico aspetto dei demoni che il prete ha ucciso in passato. 

Il giovane si sbarazza del cadavere, mette via le apparecchiature ospedaliere e rimuove il riscaldamento superfluo. Si prende un giorno per pulire e tutto torna a posto, perché è di nuovo libero. Ha molto tempo, fin troppo tempo.

Se non ci saranno imprevisti, questo sarà il suo ultimo giorno di assenteismo.

Fine.

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4 Commenti
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Kennino
Kennino
5 ore fa

Nooo 😭💔

isa
isa
5 ore fa

Non c’è mai fine al peggio

Viola
Viola
1 ora fa

Che capitolo sarà l’ultimo giorno di 177 noooo.Il sacerdote fa del male a 177 e poi lo rimette a posto e si fa male e il demone si allontana se ne va come un serpente con la muta . Lui muore come è successo con gli altri demoni . E pulisce tutto es è di nuovo libero . 😘😘😘😘😘😘😘😘😘😭😭😘😘😘😭😘😘😭😭😘😭😘😭😘😘😭😘😭😘😭😘😭😘😘😭😭😘😘😭😘😭😘😭😘😭😭😘

Patatina24
Patatina24
1 ora fa

Che tristezza 😭 😭 😭 il sacerdote pezzo dopo pezzo lo ha deliberatamente ucciso …facendo ciò che aveva chiesto 177 nel capitolo introduttivo…😥

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