Ephemeral Light: Capitolo 51
Ubriaco
Ogni mattina, se non vede Grapefruit quando esce dalla sua stanza, Song Jin lo chiama con un miagolio e di solito riceve una risposta. Oggi però non ne ha alcuna, il che è prevedibile, dato che il piccolo è stato sterilizzato appena un giorno prima, dunque è inevitabilmente depresso. Con un secondo richiamo, si avvicina alla ringhiera e guarda giù verso il soggiorno, solo per incrociare lo sguardo di suo fratello, seduto sul divano con il gatto in braccio.
La recita maldestra in ospedale e il miagolio di questa mattina pensando che fosse solo… Xinglan ha visto tutto e l’imbarazzo è alle stelle. Aggiungendo poi ciò che è successo in bagno quella notte, Song Jin ha quasi voglia di tornare nella sua stanza, chiudere la porta e non mettere più piede al piano di sotto.
Invece, si fa coraggio e si avvicina al divano: “Perché non sei andato in ufficio?”
Song Xinglan si alza e gli mette il gatto tra le braccia: “Ci andrò più tardi. Gli ho messo un po’ di iodio.”
Grapefruit sembra un po’ resistente e i suoi occhi color ambra appaiono privi di emozioni, mentre spinge con le zampette contro il petto di Song Jin.
“Ieri hai recitato male, lui l’ha capito,”
Il commento di suo fratello lo imbarazza un po’, così porta Grapefruit verso la cuccia: “Possiamo non parlarne?”
“Di cosa dovremmo parlare allora?”
Non si dovrebbe menzionare nulla…
Song Xinglan sa cosa sta pensando, ma lo chiede comunque: “Dovremmo parlare del fatto che hai miagolato come un gatto proprio poco fa?”
Grapefruit è al suo posto e Song Jin, accovacciato accanto a lui, si gira per lanciargli un’occhiataccia dopo quelle parole. Tuttavia, non appena i loro sguardi si incrociano, perde tutta la sua sicurezza.
“Cosa mangiamo per colazione?”
“Ho fatto del porridge, sarà pronto tra poco.”
Song Jin non si sarebbe mai aspettato che un giorno avrebbe mangiato il porridge preparato da lui: “Allora vado a lavare un po’ di frutta.”
“La mia cravatta.”
Prende la cravatta dal tavolino e lo guarda. Con il colletto della sua camicia bianca casualmente aperto, emana un’irrefrenabile atmosfera giovanile.
Song Jin ricorda il suo aspetto quando indossa un completo, come se allacciare semplicemente una cravatta potesse trasformare qualcuno in un individuo maturo, riservato e in qualche modo affascinante.
Dopo averci riflettuto un attimo, si avvicina a lui e regola la lunghezza della cravatta: “Come facevi a metterla prima?”
“Chiedevo alla mia segretaria di farlo per me.”
Song Jin non dice altro e annoda in silenzio il tessuto, mettendolo poi in posizione.
“Fatto.”
La cravatta è annodata magnificamente, così Song Xinglan lo scruta con una certa disinvoltura: “Con chi ti sei esercitato?”
Con l’iniziale intenzione di non dargli soddisfazione, Song Jin si dirige in cucina, ma per qualche motivo replica, sentendosi un po’ offeso.
“Con la tua segretaria!”
Non appena lo dice se ne pente, e sotto lo sguardo ambiguo di Song Xinglan, si volta e prende un contenitore pulito per il pranzo per disporvi la frutta ben lavata, infine asciuga le gocce d’acqua dall’esterno e lo poggia accanto al tavolino da caffè.
“Puoi mangiarla in azienda.”
“Mm”
Song Xinglan allunga una mano e gli accarezza la nuca, ma lui si irrigidisce e lo guarda con espressione impotente.
Forse le parole possono essere dette con gentilezza, ma quando si tratta di contatto fisico suo fratello sembra sempre sensibile e innaturale. Di certo ha a che fare con il suo carattere, se reagisce con timidezza a tocchi tanto ambigui, ma più fa così e più diventa attraente.
La sua mano dunque scivola lungo la sua schiena e lo attira a sé, per poi chinare la testa e baciarlo.
La luce del sole mattutino filtra pulita e brillante attraverso le finestre a tutta altezza e nel soggiorno spazioso, tanto da sembrare vuoto, Song Jin si sente estremamente a disagio, soprattutto con le telecamere disposte tutt’intorno.
Afferrata nervosamente la manica della sua camicia, lo bacia appena un paio di volte prima di voltare il viso già arrossito: “Il porridge è quasi pronto.”
“Non è pronto.”
Song Xinglan lo spinge sul divano, premendo su di lui con tutto il suo corpo e sollevandogli leggermente l’orlo del maglione.
Una mano pizzica i suoi fianchi e Song Jin sente arrivare panico, vergogna ed eccitazione allo stesso tempo. Il suo corpo tuttavia si rilassa sotto il completo controllo di Song Xinglan, finché un paio di occhi freddi, nella sua visione a metà palpebra, lo riportano alla realtà.
Grapefruit è seduto davanti alla porticina della sua cuccia e li guarda impassibile, così Song Jin spinge via l’altro: “Alzati.”
Stranamente, non appena Grapefruit incrocia il suo sguardo, fa il broncio, gira la testa e si sforza di strisciare di nuovo nella cuccia.
Improvvisamente, dalla cucina provengono alcuni bip. Il porridge è pronto.
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Song Xinglan gli ha inviato un messaggio nel pomeriggio, avvertendolo che avrebbe avuto un impegno sociale e che sarebbe tornato tardi. Così, quella sera, Song Jin cena da solo.
Grapefruit sta molto meglio, sebbene ancora un po’ stordito, ma può camminare, arrampicarsi, mangiare e, soprattutto, non è più arrabbiato con lui.
Dopo aver messo in ordine, si siede in salotto a leggere un libro e Grapefruit gli si siede accanto, con la testolina appoggiata sulla sua gamba.
Quando è preso dalla lettura, perde facilmente la cognizione del tempo e tornando alla realtà, si rende conto che pur essendo piuttosto tardi Song Xinglan non è ancora rientrato.
Dopo avergli applicato dello iodio sulla ferita, sistema Grapefruit nella sua cuccia. Questa volta il micio si comporta bene e resta a dormire tranquillamente lì, invece che correre al piano di sopra a combinare guai nella sua stanza. Riflettendoci sopra, ne comprende facilmente il motivo: Grapefruit è troppo grasso. E perché è grasso? Perché è pigro, ed è per questo che non vuole salire le scale, dormendo semplicemente dove può e diventando ancora più grasso.
Una luce lampeggia fuori dalla grande finestra, probabilmente un’auto che si è fermata fuori dal cortile, così apre la porta d’ingresso e sente la voce di Zhao Hai.
“Xiao Jin, Xinglan ha bevuto un po’ troppo. Puoi venire ad aiutarlo?”
Song Jin attraversa il cortile e apre il cancello, investito dall’intensa luminosità dei fari che non gli consentono di capire quanto suo fratello abbia bevuto. Song Xinglan è in piedi di spalle alla luce, ma riesce a stare relativamente dritto, quindi non deve essere troppo ubriaco.
“Mi dispiace per il disturbo, zio”, si avvicina per sostenere suo fratello, “puoi tornare a riposarti. È piuttosto tardi.”
“Va bene, ora vado. Ricordati di preparare dell’acqua calda e di farlo andare a letto presto.”
“Va bene.”
Non appena chiude il cancello, Song Xinglan ritira il braccio dalla sua presa: “Non ho bevuto così tanto.”
“Allora cammina da solo.”
Da lì, fino alla porta di casa, ci sono solo una dozzina di passi. Song Xinglan gli prende la mano senza dire una parola e lui lascia che gliela tenga finché, sotto la luce della luna, si china improvvisamente e lo bacia.
Song Jin ricambia il bacio che profuma di vino rosso per qualche secondo prima di spingerlo via: “Smettila di scherzare.”
“Non hai sentito lo zio Zhao? Ti ha detto di portarmi dell’acqua calda.”
“Non l’ho sentito.”
Raggiunta la camera, Song Jin entra nella cabina armadio per cercare un pigiama, ma suo fratello si è già appoggiato al letto e ha chiuso gli occhi. La giacca è stata gettata sul pavimento, la cravatta è in disordine e le maniche della camicia arrotolate rivelano i polsi chiari e sottili. Per qualche motivo, anche stando ad una certa distanza da lui, Song Jin si sente un po’ spaventato.
“Non ti fai il bagno? Fa’ solo una doccia veloce e vai a letto.”
Song Xinglan lo guarda con le sopracciglia leggermente aggrottate. I suoi occhi scuri e arrossati dall’alcol sono difficili da interpretare. Probabilmente è sufficientemente sobrio, perché il suo sguardo è intenso e intimidatorio, quando si sfila la cravatta e la lancia dall’altra parte del letto. Allora, il colletto della camicia si apre, lasciando intravedere la clavicola e il torace muscoloso.
Song Jin avverte un desiderio primordiale provenire da lui. È palese, profondo e pericoloso, come una bestia che fissa la sua preda, che gli fa trattenere istintivamente il respiro e irrigidire i nervi con un leggero tremito.
“Ge, vieni qui.”
Le cose pericolose fanno sempre esitare le persone che, nonostante tutto, non possono resistere alla curiosità che le attira. Questa emozione contrastante è il vero riflesso della volontà.
Song Jin non riesce più a percepire i suoi pensieri esatti, ma segue le sue azioni inconsce.
Fa alcuni lenti passi verso il letto e, in quel momento, il suo polso viene improvvisamente afferrato. La sua visione cambia rapidamente, mentre lo attira verso di lui e, con una spinta all’altezza della vita, finisce sul letto.
Il suo respiro si riempie del ricco profumo liquoroso e della familiare fragranza del suo corpo, quando il più giovane si china su di lui, bloccando la luce. Prima che possa reagire, Xinglan gli bacia le labbra con una forza quasi feroce, spingendo poi la sua lingua oltre i denti.
Song Jin lotta vagamente, ma è completamente immobilizzato dalla sua oppressività travolgente. Anche se si sono già baciati e si sono persino dati sollievo con le mani, non è la stessa cosa, perché si rende chiaramente conto che Song Xinglan si è trattenuto in quelle occasioni. Ma oggi, con l’alcol che alimenta i suoi desideri e il suo bisogno di controllo, è implacabile e sfrenato come un’onda anomala che si abbatte su di lui, lasciandolo incapace di trovare una via di fuga.
Nell’aria sempre più rarefatta, non può che pensare che così deve essere.
Questo è il momento perfetto.
Song Xinglan rivela chiaramente i suoi desideri, ma la sua mente non è del tutto presente e ciò permette a Song Jin di abbandonare la ragione e seguirlo, proprio come quando non ricordava nulla. Questa volta però, quando si sveglieranno, è certo che il sogno non si sarebbe infranto. Non sarebbero cambiati.
Allora, allunga le braccia e avvolge il suo collo, poi chiude gli occhi per incontrare il suo bacio appassionato; il respiro di Song Xinglan è affannoso, la sua mano si sposta verso il basso e gli solleva l’orlo della camicia, ma senza andare oltre.
Il solo tocco delle sue dita è come una bruciatura che gli fa tremare i fianchi e avvertendo la sua calda durezza premere contro la coscia, Song Jin sente il respiro accelerare.
Song Xinglan si accosta al suo orecchio ed esprime il suo desiderio con voce bassa e roca: “Possiamo farlo, ge? Voglio metterlo dentro.”
“Vuoi davvero farlo?”
“Sì.”
Il tono è seducente, come i baci impressi sulla mascella e le dita che scivolano delicatamente lungo il collo di suo fratello.
“Voglio farlo davvero tanto.”
“Allora… puoi fare come desideri.”
:・゚✧:・゚✧



Song Jin fai pace con il tuo unico neurone funzionante che sta facendo cilecca in questa occasione hai rotto gli zebedei per tiro questo tempo et solo ora visto che vedi tuo fratello mezzo brillo decidi che può inserire la sua pannocchia🌽🌽🌽🌽🌽senza problemi nella tua pesca 🍑🍑 🍑🍑 🍑 assurdo sei assurdo…incoerente
Dai che finalmente ci siamo!
Finalmente 😍
Amen alleluia 🎉🎉🎉
Allora che dire capitolo molto bello . Grapefruit sta meglio e xilang vuole farlo con jin non vede l’ora però gli dice che ancora è presto e lo spinge via. Dopo un po xilang torna a casa un pochino ubriaco e ha una cravatta in mano e prende la cravatta jin e gli dice di portare un po d’acqua calda ma jin non vuole farlo.Jin gli da il consenso a xilang di farlo con lui e si inziano a baciare appassionatamente . Può fare come desiderà . Non vedo l’ora del prossimo capitolo aspetto vediamo che succederà c’e la faranno alla fine. 😘😘❤️🔥😘😘❤️😘❤️😘❤️😘❤️😘❤️😘❤️😘❤️😘❤️❤️😘❤️😘😘❤️😘❤️❤️😘❤️😘❤️😘😘❤️😘❤️😘❤️😘❤️❤️😘😘❤️😘❤️😘❤️😘❤️❤️😘❤️😘❤️😘😘❤️😘❤️❤️❤️🔥😘❤️❤️❤️😘❤️😘❤️😘❤️😘❤️😘❤️❤️😘❤️😘❤️😘❤️❤️😘❤️😘❤️😘😘❤️😘❤️😘❤️❤️❤️❤️😘❤️❤️😘😘
Come desideri un corno..
E anche Jin lo vuoi è come se lo vuoi 😂😂