Cina,  Storie in corso

Ephemeral Light: Capitolo 21

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Cadavere

Dopo essersi assicurato che Song Xinglan prendesse le sue medicine, Song Jin gli chiede di riordinare le cose che ha sparpagliato sul letto e lui obbedisce, sistemandole alla rinfusa nella borsa e tenendolo sempre d’occhio, finché si accorge che esce dalla camera.

“Ge, dove… dove stai andando?”

“Al campo.”

Il piccolo appezzamento di terra che possiede, e dove coltiva ciò che utilizza, si trova nella periferia del villaggio. Ci va regolarmente per smuovere il terreno, strappare le erbacce e raccogliere verdure e ortaggi freschi da consumare.

“Posso… posso venire anch’io?”, indica se stesso e i suoi occhi sono carichi di aspettativa, “Portami con te, ok?”

“Come vuoi.”

Song Xinglan afferra la zappa dalle sue mani e tutto eccitato corre ad aprire il cancello del cortile: “Ge, andiamo!”

Song Jin prende un secchio e insieme raggiungono il campo di ortaggi, che si estende su una piccola altura lontana soli cinque minuti a piedi. 

Durante il tragitto, Song Xinglan osserva con curiosità le belle villette che si susseguono lungo la strada: “Ge, perché… perché le case degli altri sono così grandi e così belle?”

Lui lo precede e gli risponde con una certa freddezza: “Vivi qui se vuoi, oppure vattene.”

Song Xinglan accelera il passo per affiancarlo e scrutare il suo profilo: “Vivrò… vivrò con te. Va bene qualsiasi posto.”

Song Jin non ha alcun interesse a replicare, ma procede in silenzio fino a raggiungere il fossato che costeggia l’orto, per prendere dell’acqua.

“Ge, cosa… cosa devo fare?”

“Dissoda il terreno intorno alle verdure, solo un po’.”

Una volta riempito il secchio, Song Xinglan ha già rivoltato metà del campo di carote.

Probabilmente, non ha capito bene cosa significhi solo un po’, poiché ad ogni colpo di zappa porta alla luce non meno di tre carote. Se se ne fosse accorto più tardi, oggi avrebbe portato a casa l’intero raccolto.

“Smettila!”

Song Xinglan si ferma e lo guarda con un po’ di ansia: “Ho sbagliato?”

Evidentemente, suo fratello non ha tempo per chiacchierare, perché gli prende la zappa dalle mani e inizia a smuovere il terreno da solo. Così, rimane imbarazzato lì accanto e vorrebbe scusarsi, ma vedendolo arrabbiato, tiene la bocca chiusa e lo osserva per un po’.

“Ge, ora ho capito, davvero… ora so davvero come si fa. Questa cosa è… è molto pesante. Lascia… lascia che ti aiuti.”

Song Jin si raddrizza: “Potrai mangiare tutte le carote che raccogli.”

“Sì, sì, le mangerò.”

Song Jin si occupa di innaffiare il campo e intanto sbircia, in effetti ha davvero imparato, si muove con cura tra le piante e zappa con altrettanta attenzione. Vedere una persona così alta, chinarsi meticolosamente per lavorare la terra, sarebbe piuttosto comico, se non fosse così incredibile.

Sa molto bene che tipo di persona sia, quanto sia viziato, capriccioso, spietato ed egoista, d’altronde le esperienze più dolorose della sua vita sono state causate da lui. Non ha mai desiderato la sua morte ma, di certo, avrebbe voluto non averlo tra i piedi.

Invece, eccoli lì di nuovo insieme, solo che Song Xinglan è in quelle condizioni.

Anche se ora riesce a vederlo come una persona nuova, di fronte a quel volto familiare, non può semplicemente rimanere calmo e trattarlo con gentilezza. E se un giorno Song Xinglan riacquistasse la memoria, cosa ne sarebbe stato di loro? Si ripeterebbe un incubo e allora sarebbe meglio non riconciliarsi.

Purtroppo, l’attuale Song Xinglan è confuso e senza memoria e sarebbe inutile indurire il suo cuore per punirlo o biasimarlo, né può essere particolarmente indulgente, ma c’è un senso di futilità, come suonare un liuto a una mucca, in quanto lui non avrebbe capito la radice di tutto. 

I due non parlano più, Song Xinglan è intento a zappare il terreno, mentre Song Jin innaffia varie zone e raccoglie un po’ di verdure per il pranzo, ma sono quasi le undici ed è ora di tornare a casa.

Song Xinglan non ha ancora finito di smuovere il terreno e, nel vederlo pronto ad andare, si asciuga il sudore: “Ge, io… io resterò qui a finire il lavoro. Tu… tu torna indietro.”

Il suo viso è un po’ arrossato, il sudore gli imperla il naso e i suoi occhi sono luminosi, come quelli di un piccolo lupo che corre fuori dalle montagne.

“Ti ricordi la strada per tornare indietro?”

“Me la ricordo!”

Song Jin non dice altro e si allontana.

Una volta a casa, mette a bollire il riso, lava le verdure e fa tutte le preparazioni necessarie, ma fuori il cielo si è oscurato, segno che probabilmente sta per piovere.

Song Xinglan non è ancora tornato, è passato parecchio tempo, forse si è soffermato a dare una mano a qualcuno. Così sospira, prende un ombrello e si prepara a uscire per riportarlo a casa.

Non appena esce dal cortile, un contadino gli corre incontro, con aria un po’ agitata.

“Xiao Song, credo che ci sia un cadavere nel tuo orto! Stavo per salire sulla collina quando l’ho visto all’improvviso. Il cadavere è lì disteso e non ho osato avvicinarmi per guardare!”

Song Jin rimane sbalordito: “Una persona morta?”

“Sì, indossa una camicia nera. Era disteso nel campo, immobile!”

Song Xinglan è morto?

Istintivamente, inizia a camminare e il contadino lo segue, notando quanto sia pallido il suo volto: “È un ospite a casa tua? Dovremmo chiamare qualcuno per andare insieme? È lì disteso, forse è svenuto. È piuttosto spaventoso.”

Song Jin, come fosse appena tornato in sé, annuisce: “Potrebbe andare al centro sanitario per chiamare un medico?”

“Certo, certo. Vado a chiamarlo. Stai attento!”

Song Jin impiega solo due minuti per raggiungere il campo, dove effettivamente vede una figura sdraiata tra gli ortaggi. Senza pensarci troppo, corre lungo il crinale della collinetta e raggiunge Song Xinglan, sdraiato su un fianco, il suo profilo che sfiora il terreno.

“Song Xinglan?”, la sua voce trema.

Allora, si accuccia in preda all’ansia, non sa se fosse svenuto a causa della ferita alla testa o se fosse morto inspiegabilmente. La sua mente è in subbuglio, è arrivato solo ieri, pieno di gioia per averlo ritrovato, e ora giace immobile nel campo.

Song Jin non osa spingerlo o girarlo: “Song Xinglan?!”

All’improvviso, Song Xinglan trema e apre gli occhi intontito: “Ge? Perché… perché sei venuto a cercarmi?”

Il cuore di Song Jin, che gli è balzato in gola, finalmente si calma un po’: “Non… ti senti bene?”

Song Xinglan scuote la testa: “No, mi sento bene.”

“Allora perché sei sdraiato qui?”

“Mi sono addormentato.”

“…”

Song Jin si alza in piedi e, sentendo arrivare un gran mal di testa, si massaggia le tempie.

“Ge, ho finito tutto. Torniamo indietro.”, raccoglie la zappa e si sistema gli indumenti, “Perché ci sono così tante persone laggiù?”

Un gruppo di abitanti del villaggio, e due medici arrivati in soccorso, sono ai piedi della collina e guardano la scena a distanza, con un certo stupore.

Song Jin impiega un po’ di tempo per spiegare a tutti che quel ragazzo è suo fratello minore, arrivato solo il giorno prima e affetto da una lesione cerebrale. Essendosi stancato, e non sapendo come tornare a casa, si era addormentato nell’orto, causando problemi a tutti.

Il medico consiglia con sincerità: “Se ha una lesione cerebrale, dovrebbe riposare di più e non fare lavori pesanti. Non gli fa bene.”

Song Jin annuisce in silenzio e mentre si dirige verso casa, con Xinglan al seguito, sente i commenti di qualcuno.

“Che bel ragazzo. Come ha fatto a diventare così sciocco?”

“È un peccato, è così giovane…”

Questo è il modo in cui gli estranei, che non conoscono la situazione, vedono suo fratello e lo compatiscono per il suo destino.

Song Jin gli lancia uno sguardo e percepisce il suo disagio, evita di guardarlo e si rigira la zappa tra le mani, probabilmente consapevole di avergli arrecato dei problemi. Poi, prende coraggio e gli sorride timidamente, forse cercando di compiacerlo.

​:・゚✧:・゚✧   

Song Xinglan mangia molto, ricordando ciò che suo fratello gli ha detto quella mattina, ripulisce il piatto di carote, senza lasciare nulla.

Mentre Song Jin va in cucina per lavare i piatti e sistemare, lui rimane silenziosamente in sala e, quando Grapefruit gli corre incontro, si china per accarezzarlo, ma ferma la mano a mezz’aria.

“Ge! Posso toccare il gattino?”

“No.”

Al tono perentorio, Grapefruit si ferma e con la zampetta gli sfiora la mano, per poi correre ai piedi dell’altro e miagolare nella sua direzione.

Song Xinglan si accuccia a terra, abbracciandosi le ginocchia e sorridendo stupidamente al gatto.

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5 Commenti
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Kennino
Kennino
2 giorni fa

Oih oih oih 🙈
Xinglan combina guai,ma Jin si preoccupa per lui

Lina
Lina
2 giorni fa

Non so come definire questo capitolo 🫣

Ovviamente Jin ha paura è agisce di conseguenza

Viola
Viola
2 giorni fa

Che dire capitolo molto emozionante e stupendo . Allora jin va all’orto ad piantare e prendere le carote e jin gli chiede se può andare con lui gli dice che gli andava bene . Poi xilang aiuta jin a prendere le carote e per sbaglio prende 3 carote con tutto il terriccio epilogo terreno . Xilang gli dice a jin che vuole rimanere ancora un’altro pò a prendere le carote e arrare i campi. E jin si fida e se ne va e gli chiede se si ricorda la strada di casa e lui gli risponde di si. E lui va tranquillo a casa fa i servizi e tutto . Ad un certo punto una persona va a chiamare jin è gli dice che c’e una persona svenuta nell’orto e lui si preoccupa e corre e vede che c’e xilang a terra svenuto nel campo che si stava solo riposando. Alla fine capisce che sta iniziando a tenerci di più al fratello e non sa se odiarlo oppure no. Non vedo l’ora del prossimo capitolo chissà che succederà con entrambi i fratelli . 😘😘😴😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘❤️‍🔥❤️‍🔥😘❤️‍🔥❤️‍🔥😘❤️‍🔥😘❤️‍🔥😘❤️‍🔥😘❤️‍🔥❤️‍🔥😘❤️‍🔥😘❤️‍🔥😘❤️‍🔥❤️‍🔥❤️‍🔥😘❤️‍🔥😘🌊😘🌊🌊😘🌊😘

Patatina24
Patatina24
2 giorni fa

Vedere Song Xinglan così inerme fa davvero tenerezza non sembra neppure lui …😔🥹😔🥹 Song Jin si è davvero preoccupato quando gli hanno detto che era svenuto tra i campi…cuore non mente mai ❤️❤️ ❤️

isa
isa
1 giorno fa

Ho capito ci mancherebbe altro alzo le mani te ne ha fatte di peste e corna ma come si fa a non volerlo abbracciare a Xin, come se fosse il gattino🤭🤭🤭

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