Cina,  Storie in corso

My dead boyfriend is back: Capitolo 46 e 47

Bookmark (0)
Please login to bookmark Close

Risentimento

​Zhou Shurong si avvicina. La luce del sole si ritira dal suo corpo centimetro dopo centimetro. L’illuminazione interna è piuttosto fioca, e lo avvolge in una sorta di foschia, come se fosse appena sceso dalle nuvole di un qualche miraggio.

Qin Yan lo guarda con bramosia.

L’aria intorno a lui è fredda e pesante, eppure il suo viso non mostra traccia di rabbia, sorride, raffinato e gentile.

Passo dopo passo, si fa avanti.

Si ferma davanti ai due. Lo sguardo di Qin Yan è intenso, fisso su di lui. Zhou Langxing è paralizzato dal gelo, incapace di muoversi; solo gli occhi ruotano leggermente. Usa tutte le sue forze anche solo per far sussultare l’indice.

Zhou Shurong guarda prima Qin Yan e ridacchia piano. “Sono tornato.”

Qin Yan non riesce più a trattenersi e gli si getta tra le braccia.

Non c’è traccia di finzione in questo abbraccio, è così reale. Sentendo quel calore che gli mancava da troppo tempo, Zhou Shurong chiude gli occhi e gli accarezza dolcemente i capelli.

Quando li riapre, il suo sguardo cade su Zhou Langxing. Anche lui lo sta fissando, i suoi occhi, un tempo brillanti, si sono oscurati, ora pieni di sconforto.

Zhou Shurong continua a guardare il fratello mentre conforta a bassa voce Qin Yan.

Finché la guancia ferita di Qin Yan non strofina contro i vestiti di Zhou Shurong, bruciando per il dolore. Lui sussulta appena e Zhou Shurong sposta lo sguardo. Si separano, così che lui possa sollevargli il viso per esaminarlo.

“Cos’è successo?” chiede con il cuore che gli piange.

“Per poco non facevamo un incidente e sono caduto a terra.” Qin Yan, pensando a Zhou Langxing, gli scocca subito un’occhiata. Il corpo è coperto da un sottile strato di brina, persino i capelli e le ciglia sono diventati bianchi, e una singola lacrima limpida gli riga il volto.

Qin Yan fa una pausa, le labbra che si muovono appena. Guarda Zhou Langxing, poi Zhou Shurong.

Rendendosi conto di cosa sia accaduto, si tocca la guancia che è appena stata baciata e dice con imbarazzo: “Abbiamo quasi fatto un incidente. Per fortuna, tuo fratello mi ha salvato.” Si acciglia leggermente, aggiungendo: “Gli si è appena lussata la spalla.”

​Sentendo questo, Zhou Shurong esamina con cura Zhou Langxing. Quest’ultimo è ancora incapace di liberarsi dal suo stato di congelamento e può solo lasciarsi guardare. Con il cuore colmo di tristezza, distoglie lo sguardo, evitando quello di chiunque altro.

Zhou Shurong sospira e allunga una mano per dare un colpetto sulla spalla del fratello. In un istante, la brina si scioglie.

Zhou Langxing, finalmente libero, crolla sulla panca.

Guarda Zhou Shurong, che ora sembra proprio una persona normale e viva, e resta per un attimo stordito. “Ce l’hai fatta. Congratulazioni.”

Quella parola, “congratulazioni”, è carica di emozioni complicate, ma almeno non è sprezzante.

Zhou Shurong accetta l’augurio e annuisce appena, segnalando che non ha intenzione di fargliela pagare per il gesto di prima.

Zhou Langxing scoppia in una risata amara. “Che generosità.”

Zhou Shurong ribatte: “Preferiresti che ti restituisse il bacio?”

Zhou Langxing continua a ridere, come per allentare la tensione. “Non che direi di no.”

Zhou Shurong si volta verso Qin Yan. 

Quest’ultimo, ovviamente, capisce l’antifona: se osa annuire, è morto. Immediatamente fa un gesto di rifiuto esagerato.

​Zhou Langxing si alza, tornando a sembrare quel tipo figo che Qin Yan aveva incontrato la prima volta, ma quella prima impressione è svanita da un pezzo. 

Ora, rivederla gli dà solo un senso di leggera estraneità.

Ha la schiena dritta; se deve andarsene, lo farà con stile. Mani in tasca, gambe lunghe che si dirigono verso la porta.

“Aspetta un secondo,” lo chiama Zhou Shurong.

Zhou Langxing si ferma, ma non si volta.

“Prendi!”

Zhou Shurong gli lancia qualcosa. Zhou Langxing sente il fruscio del vento, allunga la mano all’indietro e afferra una perla cristallina. All’interno sembra racchiuso un debole, malinconico raggio di luna.

La osserva da vicino, poi la mette via senza chiedere a cosa serva.

Continua a camminare verso l’uscita.

Proprio sulla porta, chiede: “Ehi, vuoi vedere il vecchio?”

Zhou Shurong risponde: “Digli che tornerò presto.”

Zhou Langxing emette un “oh” e se ne va definitivamente.

​Nella clinica torna il silenzio. Qin Yan non vede più la sagoma di Zhou Langxing e immagina che abbia ripreso l’auto per tornare a casa, sentendosi un po’ preoccupato che possa finire nei guai.

“Gli ho dato un’attrezzatura spettrale,” dice Zhou Shurong.

“Attrezzatura Spettrale?”

“Può far cadere gli spiriti ordinari nelle illusioni.” Zhou Shurong si indica il petto. 

“A meno che non sia così sfortunato da imbattersi in qualcuno come me…”

Qin Yan sta per dire: E se fosse così sfortunato? Ci pensa un attimo. “Sa come si usa?”

“Non trattarlo come uno stupido. Se gli do qualcosa all’improvviso, credi che non ci arrivi? Se sei così preoccupato, chiamalo e basta.”

Zhou Shurong lo dice come se fosse la cosa più naturale del mondo.

Probabilmente non esiste al mondo un rivale in amore più generoso, non solo non se l’è presa per lo sgarbo, ha persino armato il tizio. Ma d’altronde, è il suo fratellino.

Tuttavia, se spiegasse tutto troppo chiaramente, non sembrerebbe debole e facile da sottomettere? Zhou Shurong non vuole che Zhou Langxing si monti troppo la testa.

​Qin Yan sbatte le palpebre, scrutando il suo viso in cerca di reazioni impercettibili, poi tira fuori il telefono. “Gli mando un messaggio?”

Zhou Shurong sorride.

“Lo mando?”

Ancora quel sorriso.

“…Lascia stare,” Qin Yan mette via il telefono. Mandare un messaggio mentre Zhou Shurong è proprio lì accanto potrebbe far pensare a Zhou Langxing di avere una possibilità. “In fondo, penso anch’io che abbia un certo intuito.”

​Il sorriso di Zhou Shurong si fa più profondo. Scrutando la boccetta di iodio e i bastoncini di cotone rimasti sulla panca, dice: “Lascia che io ti medichi.”

Qin Yan si siede di nuovo. Zhou Shurong riprende da dove Zhou Langxing aveva interrotto. Ora che la persona è cambiata, non c’è più imbarazzo. Qin Yan sta fermo e stavolta la panca non emette rumori molesti.

Anche se la guancia è già stata trattata, serve un altro giro, dopotutto, l’abbraccio di prima ha rimosso il medicinale.

Zhou Shurong si sporge con il bastoncino. 

La sua mano è pallida ma affusolata, con un’eleganza quasi accademica. C’è un piccolo neo marrone alla base dell’indice.

Lo sguardo di Qin Yan indugia su quel neo, gli dà un’aria stranamente sensuale.

Il dito di Zhou Shurong sfiora accidentalmente la pelle vicino all’orecchio di Qin Yan.

Scuotendosi dal suo torpore, Qin Yan mormora: “Sei proprio freddo.”

Zhou Shurong si irrigidisce.

Qin Yan osserva il suo viso pallido e sorride. “Ma va bene così, io sono caldo. Posso scaldarti io!”

Il bastoncino di cotone gelato riprende il suo movimento attento.

Gli occhi di Zhou Shurong vibrano di un lieve sorriso.

​Il telefono squilla. Qin Yan controlla, ancora la direttrice. In questo momento tiene troppo al tempo con Zhou Shurong e non vuole interruzioni. Riattacca.

Il vecchio dottore nel retro calcola che sia passato abbastanza tempo ed esce per il conto. Si stupisce nel vedere che il giovane è diventato così pallido in così poco tempo, sembra un’altra persona.

Dopo aver pagato, il fantasma e il vivo escono insieme.

Qin Yan alza lo sguardo, il cielo è pieno di una luce solare dorata e brillante. 

Chiede a Zhou Shurong: “A quanto pare sopporti la luce del sole?”

Zhou Shurong annuisce con un sorriso.

“È fantastico!”

S’incamminano insieme sotto il sole. Qin Yan è felicissimo di scoprire che Zhou Shurong proietta persino un’ombra. Glielo chiede con curiosità.

Zhou Shurong si limita a stringergli la mano e dice: “Concentrati. Cosa senti?”

Qin Yan esita. Entrambe le mani dell’altro racchiudono la sua, stringendola forte. Chiede: “Ancora freddo?”

Zhou Shurong ridacchia. “Solo questo?”

Qin Yan chiede serio: “Allora suggeriscimi, cos’altro dovrei sentire?”

“Quando mi tieni la mano, oltre alla temperatura, cos’altro percepisci?”

Qin Yan abbassa la testa, ascoltando intensamente,  chiude gli occhi per sentire meglio.

Preme forte contro la pelle di Zhou Shurong. Preme per sentire.

Ci sono sottili vene blu sul dorso della mano di Zhou Shurong, leggermente in rilievo sotto lo strato sottile di pelle. La sua carne è morbida ed elastica, quando viene premuta, torna subito a posto. 

Sembra pelle sana e giovane, a cui manca solo un po’ di colore.

Non sembra qualcuno che è morto ed è tornato, uno “zombie”, ma più un essere umano qualunque.

​Qin Yan alza il viso. È graffiato, sporco di medicina, sudato e con i capelli tutti scompigliati. Non è affatto al meglio, sembra un disastro. Ma i suoi occhi sono incredibilmente luminosi, come se potessero illuminare il cuore di una persona.

“Ho capito ora. Ho capito davvero!” Qin Yan afferra forte l’altra mano di Zhou Shurong.

L’espressione di Zhou Shurong si raddolcisce. Lascia che entrambe le mani siano strette da quelle di Qin Yan. 

Chinando leggermente il capo, una ciocca ribelle sfugge alla sua acconciatura curata e ondeggia piano nella brezza.

Si sporge in avanti, ascoltando con attenzione.

Qin Yan dice: “Sei reale! Esisti davvero!”

Zhou Shurong mostra un sorriso gentile.

“Ora possiamo uscire di giorno! Possiamo fare shopping, andare al cinema, fare tutto insieme! Non dobbiamo più preoccuparci di farci notare!”

“Sì, non ci importerà più di quello che pensano gli altri.”

Qin Yan è al settimo cielo, i suoi occhi brillano come oro.

Zhou Shurong lo guarda fisso, e la sua espressione si fa ancora più tenera.

​Ma improvvisamente, una voce riecheggia nella sua mente, stridente, distorta, dolorosa.

Una voce che solo lui può sentire. Il suo demone interiore. Il suo risentimento.

Non è giusto. Perché sei tu che devi faticare tanto per sembrare una persona normale? Perché non è lui a diventare un fantasma per te?

​Sì. Perché? Non può fare a meno di chiederselo. Sorride, guardando Qin Yan. Non può farci niente.

Perché Qin Yan non è un fantasma?

Il risentimento ribolle violentemente dentro di lui, selvaggio, libero, inarrestabile… da quando ha visto Zhou Langxing baciare Qin Yan, lo shock violento di quel momento lo ha trasformato seduta stante in uno spirito vendicativo, da allora, il risentimento non lo ha più abbandonato.

Se Qin Yan diventasse un fantasma… non sarebbe perfetto?

Vivere e morire insieme. Un amore eterno e immutabile, quanto sarebbe bello?

Potrebbero essere una coppia di amanti spettrali… gioiosi e senza età.

​”A cosa pensi?”

Qin Yan percepisce qualcosa di strano… difficile da descrivere, ma un po’ agghiacciante.

Zhou Shurong guarda Qin Yan.

Reprime la tempesta di risentimento che ha dentro, il sorriso invariato, la voce morbida e piena d’affetto: “Non vedo l’ora. Voglio tenerti per mano e camminare in ogni angolo del mondo.”

Qin Yan annuisce un po’ timidamente.

Camminano mano nella mano lungo la strada, come se si stessero fondendo lentamente nel brusio del mondo dei vivi.

La gente intorno a loro aumenta gradualmente. Due ragazzi che si tengono per mano, dita intrecciate, emanano un’aria di intimità inconfondibile. I passanti non possono fare a meno di voltarsi a guardarli.

Sussurri si levano intorno a loro.

A Qin Yan non importa, e nemmeno a Zhou Shurong. È già un fantasma, perché curarsi dei pettegolezzi altrui?

“Wow, quel tizio è pallidissimo. Sarà malato?”

“Non è solo pallido, sembra un cadavere. Che inquietudine!”

Tra tutti i mormorii, sia Qin Yan che Zhou Shurong colgono distintamente queste due frasi.

Qin Yan guarda Zhou Shurong con preoccupazione.

Zhou Shurong ricambia il sorriso.

Ma l’umore di Qin Yan cala comunque un po’. Colpito dal momento, trascina Zhou Shurong verso una zona più tranquilla. Si siedono su una panchina all’aperto. L’aria è un po’ soffocante.

Qin Yan inizia a sentirsi infastidito dal sole alto nel cielo.

Zhou Shurong inclina leggermente il viso e chiude gli occhi per assaporare quella luce solare perduta da tempo. In verità non è piacevole, il suo istinto spettrale vi resiste silenziosamente.

Qin Yan vorrebbe chiedere, come può un fantasma apprezzare la luce del sole?

Poi ci pensa. È proprio perché hai perso qualcosa che impari a farne tesoro. È un sentimento che si può applicare a tutto.

​Mentre riflette, Zhou Shurong chiede all’improvviso: “Ah Yan, vuoi diventare un fantasma?”

Qin Yan è pieno di curiosità. Curioso delle esperienze di Zhou Shurong, del perché sembrasse tornato come un uomo che ha trionfato sul destino, circondato da mistero e meraviglia.

Ma dopo aver sentito quella domanda, ingoia tutta la sua curiosità e si concentra intensamente su Zhou Shurong.

Resta in silenzio per molto tempo, ascoltando Zhou Shurong elencare i vantaggi dell’essere un fantasma: “Come fantasma, non invecchi mai. Non devi preoccuparti dei soldi, non devi temere le malattie, né il caldo dell’estate o il gelo dell’inverno…”

Qin Yan esita a parlare…

Zhou Shurong, percependo il suo stato d’animo, cambia tono, come se tutte le sue parole precedenti servissero solo a confortare Qin Yan, per assicurargli di non preoccuparsi del suo aspetto attuale.

“Vedi? Essere un fantasma ha così tanti vantaggi. La bassa temperatura corporea, la carnagione spenta, è solo un piccolo prezzo da pagare, non credi?”

Nasconderti dal mondo

​Zhou Shurong non nasconde davvero nessun secondo fine?

Qin Yan lo osserva in silenzio.

L’argomento ormai è andato alla deriva: Zhou Shurong sta raccontando di come, dopo aver ripreso conoscenza, si sia reso conto di essere diventato un fantasma e di quanto fosse scioccato. Parla di quella volta che ha rotto accidentalmente una lampadina e ha cercato di ripararla mentre Qin Yan non guardava, finendo solo per peggiorare le cose.

Descrive la prima volta che Qin Yan è uscito senza ombrello: lui poteva solo rintanarsi dietro la porta a guardarlo camminare sotto il sole, e da allora si è assicurato di restare sempre al riparo dell’ombrello.

Qin Yan è un buon ascoltatore. Sorride, come immerso in una storia tratta da un caso reale. Annuisce di tanto in tanto, sta al gioco con brevi risposte, il che rende Zhou Shurong sempre più entusiasta.

Quella frase, però, è passata come una nota a margine.

Qin Yan sembra non averla presa sul serio. Poi chiede: “Come hai fatto a diventare così? A farti vedere da tutti?”

Zhou Shurong: “…”

Le sue mani, incrociate e appoggiate sulle ginocchia, si stringono improvvisamente. Qin Yan nota che i muscoli dalla mascella fino alla gola si tendono mentre il pomo d’Adamo si muove.

Poi Zhou Shurong frena il sorriso e subentra l’amarezza. Le sue ciglia tremano come ali di farfalla, Qin Yan percepisce la sua inquietudine. Si dà persino un pizzicotto, come se stesse sopportando un qualche tipo di dolore.

Qin Yan si pente istantaneamente di aver glielo chiesto.

Non sa se Zhou Shurong stia soffrendo. Gli prende la mano e la stringe nel palmo, massaggiando delicatamente i segni delle unghie. “Se non vuoi dirmelo, non farlo!”

Zhou Shurong solleva le ciglia, il suo sguardo fluido come l’acqua.

Qin Yan dice dolcemente: “Hai fame? Io…”

Si ferma. Come mangerebbe un fantasma?

Quel tocco è fin troppo reale, gli fa confondere la verità, come se Zhou Shurong fosse solo malato: un po’ freddo, un po’ pallido, tutto qui. Cerca sempre di non pensare al fatto che Zhou Shurong sia un fantasma.

Chiaramente lo sa anche lui quanto sia difficile per persone e spettri stare davvero insieme. Proprio come in quei vecchi sceneggiati in TV: alla fine, lo studioso e la ragazza fantasma si separano sempre. Il fantasma si reincarna, lo studioso supera gli esami imperiali e solo diciotto anni dopo sposa la versione reincarnata di lei.

“Shurong, com’è l’oltretomba? Ci sono davvero i messaggeri Wuchang? I Dieci Re Yama?”

“Non ci sono stato.”

“Oh, giusto. Hai detto che dopo aver ripreso i sensi eri già nel mondo degli umani.” Mormora: “Se i fantasmi esistono, allora che mi dici della reincarnazione?”

La voce di Zhou Shurong ha una traccia di risentimento: “Ah Yan, vuoi che mi reincarni?”

“No.” esita e cambia rotta, “voglio dire: forse. Ho paura che se resti qui, qualche monaco o prete taoista venga a ‘compiere giustizia per conto del Cielo’.”

“Non hanno questo tipo di abilità,” dice calmo Zhou Shurong. “Sono successi così tanti incidenti strani ultimamente, ne hai visto comparire qualcuno?”

Zhou Langxing ha detto una cosa simile.

“Allora… chi si è occupato dello zio Wei?”

Zhou Shurong resta in silenzio per un istante. “Ci sono degli individui dotati. Le autorità li hanno riuniti per formare un dipartimento speciale, incaricato proprio di gestire questi eventi.”

Qin Yan si guarda subito intorno allarmato, temendo che qualcuno di quel dipartimento possa sbucare da un momento all’altro. “Cercheranno di catturarti?”

“Non sembra che catturino. Distruggono completamente i fantasmi, dissolvono le loro anime.”

Il viso di Qin Yan si fa ancora più pallido. 

In preda al panico, afferra Zhou Shurong e lo tira a sé: “Torniamo indietro! Non usciremo mai più!”

Zhou Shurong si lascia trascinare: “Ma volevo ancora fare shopping con te…”

“Ma quale shopping! Non lo permetto!”

“Non sei curioso di sapere come fai a vedermi ora?”

“Mi importa più del risultato che del processo. So solo che ora posso vederti qui, sotto il sole, e questo mi rende felice!”

Poi improvvisamente si interrompe.

“Aspetta!” Qin Yan lo afferra per le spalle, si alza in punta di piedi cercando di scorgere ogni espressione sul suo volto. Abbassa la voce e chiede: “Per diventare così… hai dovuto fare qualcosa di malvagio e imperdonabile?”

Zhou Shurong lo guarda. “E se l’avessi fatto?”

Qin Yan ci combatte per un istante, poi agita la mano come se non fosse nulla, ma sussurra nervosamente: “Se l’hai fatto… allora non farlo sapere a nessuno. Non dirlo nemmeno a me. E se non riuscissi a mantenere il segreto?”

Zhou Shurong non può fare a meno di sorridere. “Lo pensi davvero?”

“Sì!”

Zhou Shurong si acciglia leggermente: “Se non te lo dico, allora dovrò sopportare il senso di colpa tutto da solo.” Si porta la mano al petto come un’eroina delicata, sospirando pietosamente: “Ma va bene così. Tanto il mio cuore non batte più. Se la mia coscienza marcisce, forse è già nera come la pece.”

​Qin Yan si gela. Il suo ragazzo che fa la vittima in quel modo… gli sembra familiare. 

Come se Zhou Langxing lo avesse posseduto. Giura, Zhou Shurong era sempre così dignitoso davanti a lui. Non era mai stato così sfacciato.

Probabilmente, approfittando del fatto di essere un fantasma, ha osservato apertamente le sceneggiate quotidiane di Zhou Langxing.

Pensandoci bene, Qin Yan sentì un’ondata di senso di colpa travolgerlo.

Però l’abilità di Zhou Shurong nel fare la vittima non è molto sviluppata. Non è nemmeno sottile. Qin Yan riesce a leggerlo chiaramente.

Forse… lo sta facendo apposta per assecondarlo?

Qin Yan riflette ancora un po’. Se questo era il suo modo di “battere la fiacca”, cosa succederebbe se facesse sul serio?

Prima sembrava così a disagio, si è persino dato un pizzicotto… ah, gli uomini sono pieni di trucchi!

Questi pensieri balenano in un attimo.

Qin Yan decide di stare al gioco. Il suo viso si contrae improvvisamente in un’espressione scioccata, le pupille tremano, le mani stringono le spalle di Zhou Shurong mentre lo scuote forte:

“No! Non intendevo assolutamente questo! Cosa vuoi che faccia? Dimmelo, ti prego! Sopportiamo questo dolore insieme, smettila di dire che ci siamo ‘io’ e ‘te’!”

Zhou Shurong lo guarda, profondamente commosso. “Ziwei…”

Qin Yan: “……”

“Ah, meno male che non porto gli occhiali, se fossero caduti adesso, avrebbero dovuto gridare ‘Stop!'”

Qin Yan molla la presa. “Stai confondendo le battute. Il regista ha già gridato ‘Stop’.”

“Come sarebbe? Non era My Fair Princess?”

“Era Ripples of Desire!”

“Eh?”

“Non hai capito chi stavo imitando con quel gesto?”

Zhou Shurong si gratta il naso. “Beh, My Fair Princess era più famosa, dopotutto.”

​Dopo questo ridicolo battibecco, la paura che Qin Yan provava verso l’Associazione di Osservazione è quasi svanita.

“Sbrigati e dimmelo!” Qin Yan mette una mano sul fianco e indica il cielo con l’altra, stringendo forte le tre dita più lunghe, mentre giura: “Da oggi in poi, giuro che non toccherò mai più alcool, nel caso mi mettessi a sparlare da sbronzo. Altrimenti…”

Proprio mentre sta per dire cosa sarebbe successo, Zhou Shurong lo attira in un abbraccio, abbassandogli delicatamente le dita alzate con un pizzico di rassegnazione. “Non c’è bisogno di farne un giuramento.”

“Non serve giurare così.”

“Mi sto solo mettendo pressione da solo.”

“La tua pressione è contagiosa. La stai passando a me. Non hai intenzione di fare qualcosa al riguardo?”

Qin Yan guarda Zhou Shurong, ci pensa un attimo, poi afferra una manciata d’aria dalla sua spalla dicendo seriamente: “L’ho ripresa.”

Zhou Shurong si copre la bocca e ridacchia sommessamente.

“Non ridere, sono serio. A proposito, parlo nel sonno?”

“Hai intenzione di dormire con altri e ti preoccupi di parlare nel sonno?”

Qin Yan gonfia le guance e gli dà una spinta leggera. Non c’è forza, sta solo fingendo.

“Va bene, ora sono serio. Te lo dirò. Ascolta bene, lo dirò una volta sola. Non ci sarà una seconda volta.”

“Smettila di brontolare!”

​Zhou Shurong cammina lentamente con Qin Yan. La luce del sole brilla sui loro capelli, creando un alone soffice intorno a loro. Abbassa leggermente la testa e sussurra all’orecchio di Qin Yan: “Non è malvagità, ho solo fatto un sogno da imperatore, distribuendo equamente la pioggia e la rugiada a tutti i fantasmi sperduti e senza aiuto.”

Qin Yan è sicuro di non aver capito. Non è un problema suo, è di Zhou Shurong.

“In quale altro modo dovrei descriverlo?” Zhou Shurong schiocca la lingua, un po’ in difficoltà. “Mettiamola così. Ho partecipato a una cena a buffet, con tanti stuzzichini per tutti. Ho solo preso un po’ qui e un po’ là, e alla fine ero pieno.”

Qin Yan sembra capire: “Mangi i fantasmi?”

Zhou Shurong annuisce: “Mhm. Non riesci ad accettarlo?”

“Anche se la metti sul semplice, non è forse la sopravvivenza del più forte, il pesce grande che mangia il piccolo? Se puoi mangiare loro, qualcuno verrà a mangiare te!”

“Quindi sei preoccupato per me…”

“Ah!” Qin Yan quasi urla, “Il mondo esterno è troppo terrificante! Le persone vogliono sbarazzarsi di te, e anche i fantasmi vogliono farlo!”

“Mi fai sembrare tragico, come un cattivo braccato.”

“Non c’è differenza!!”

​Zhou Shurong gli accarezza la testa: “Di cosa hai paura? Non avevi detto che mi avresti nascosto?”

Qin Yan gli afferra la mano e lo fissa: “Non storpiare le mie parole, intendo, torniamo a casa in fretta e non usciamo mai più!”

Zhou Shurong riflette: “Nessuna differenza.”

Qin Yan: “…”

​Qin Yan vuole davvero nascondere Zhou Shurong. Ha deciso di resistere e aspettare che il mondo esterno si calmi prima di uscire. Per le provviste, può semplicemente comprare tutto online. 

Consegna a domicilio, molto comodo.

Quando tornano a casa, prima ancora che possa sistemarsi, la direttrice chiama di nuovo. Qin Yan è stato irresponsabile con le sue ultime parole e ora la sta evitando. 

Non risponde al telefono e controlla invece la chat di gruppo dove la direttrice lo ha criticato sottilmente. Dato che Qin Yan non risponde, lei ha fatto direttamente il suo nome.

Mentre legge quelle parole infuocate, la rabbia di Qin Yan si accende.

Si volta subito verso Zhou Shurong, cercando il suo aiuto per calmare il fuoco che ha dentro. Si calma. Non c’è bisogno di pensarci troppo. È stato improvviso dire che non voleva lavorare l’indomani. In effetti, è colpa sua.

Dopo che la direttrice ha cercato di farlo ragionare, offrire le dimissioni ha solo peggiorato le cose. La direttrice ha ragione. Un comportamento simile è irresponsabile. Il settore odia i cambiamenti improvvisi, specialmente quando qualcuno se ne va senza un minimo di passaggio di consegne. Ma la vita è fatta di grandi decisioni.

​Il telefono continua a squillare, implacabile, e Zhou Shurong si rivolge a Qin Yan: “Esiti? Non vuoi più dimetterti?”

Qin Yan lo guarda: “Ho paura che quando vado al lavoro, tu scivoli fuori di nascosto.”

Zhou Shurong sorride: “Allora resta e fammi compagnia. Giusto? Non vuoi vedermi marcire da solo a casa.”

“Non voglio.” Qin Yan dice onestamente: “Ma mi sento anche in colpa per la direttrice. Non ho il coraggio di risponderle.”

In quel momento, qualcuno gli manda un messaggio privato. È la maestra Mi Zhou, intenta a mangiare semi di girasole mentre raccoglie pettegolezzi. Dice anche che se la classe Girasole rimanesse solo a lei, non è sicura di farcela.

Zhou Shurong allunga una mano: “Allora me ne occupo io.”

Qin Yan scuote la testa. Se può risolverlo lui, non vuole scaricarlo su Zhou Shurong. 

Inoltre, se la direttrice dovesse sgridare qualcuno, l’innocente Zhou Shurong diventerebbe il bersaglio.

Mette la mano nel palmo di Zhou Shurong e lo stringe, sorridendo: “Il mio coraggio è tornato.”

Poi si alza e cammina verso la finestra per rispondere al telefono.

​Zhou Shurong non ascolta di proposito. 

Apre il mobile della TV, tira fuori l’incenso e altri oggetti, e accende un bastoncino per sé. Quando l’incenso è bruciato a metà, Qin Yan si avvicina con il telefono in mano.

“Wow, fai tutto da solo.”

“Non è così anche per te? Ti cucini da solo. È un peccato che io non possa più assaggiare i tuoi piatti. Mi mancano.”

Qin Yan si siede: “Lo dici con una tale calma che faccio fatica a sentirmi triste.”

“Oh? Se mi descrivessi in modo tragico, cosa faresti?”

Zhou Shurong tiene il bastoncino d’incenso come se fosse un biscotto ricoperto di cioccolato, come se fosse uno snack. Scocca un’occhiata a Qin Yan.

“Cerca una corda e impiccati,” dice lui con leggerezza.

Lo sguardo di Zhou Shurong torna su Qin Yan, studiandolo attentamente, come se ispezionasse un materiale umano sconosciuto. “Davvero?”

“Ahah, scherzavo!”

Qin Yan ha quell’aria da “ci sei cascato”.

L’espressione di Zhou Shurong è intrigante. La TV sta riproducendo un DVD e lui si mette deliberatamente gli occhiali. 

La luce fredda dello schermo si riflette sulle lenti. Dietro di esse Qin Yan riesce a malapena a distinguere i suoi occhi.

Lui abbassa di nuovo la testa, fa un respiro profondo e il fumo gli entra nel naso, trasformandosi in un odore piacevole che lenisce il suo cuore inquieto. 

Ma è solo un effetto temporaneo. Chissà quando ne diventerà immune, e allora…

Zhou Shurong smette di pensare a quelle cose fastidiose e chiude gli occhi. Qin Yan gli si avvicina silenziosamente, appoggiando la testa sulla sua spalla.

Zhou Shurong apre leggermente gli occhi.

Qin Yan dice dolcemente: “È bello, non c’è bisogno di accendere l’aria condizionata, si risparmia sulla bolletta.”

Zhou Shurong osserva lo schermo, dove i due protagonisti stanno recitando una tragedia strappalacrime. Il suo volto non ha espressione, ma l’aria tra le sue sopracciglia e i suoi occhi emana ancora un’atmosfera gentile.

“Siete arrivati a un accordo?”

“Vuole che aspetti qualche giorno mentre fa i colloqui per una nuova maestra.”

“Tu non hai accettato.”

“Esatto. Ho detto con decisione: domani, dopodomani e il giorno dopo ancora… non andrò più a lavorare lì. Sto anche pensando di lasciare del tutto questo lavoro.”

“Perché?”

“Prendersi cura di bambini così piccoli è faticoso, e non posso sdoppiarmi. In questo momento, voglio solo prendermi cura di te.”

Zhou Shurong inclina leggermente la testa, notando il naso delicato di Qin Yan, pallido e fine.

Gli prude la mano e, senza esitare, gli dà un pizzicotto.

(1 vote)
Subscribe
Notificami
guest

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

0 Commenti
Oldest
Newest Most Voted
errore: Il contenuto è protetto!
0
Lascia un commento ♡♡♡x